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Rieccoci di nuovo ! Oggi 4 luglio 2012 ...
la stampa riporta che la spending review del nuovo Governo vuole nuovamente rimescolare e sopprimere gli enti di ricerca
Aggiornamento al 24 agosto ora disponibile !

La manovra finanziaria e la ricerca scientifica

Lucio Chiappetti - IASF Milano (INAF) - luglio 2010


Here we go again ! Today 4 July 2012 ...
the press tells that the spending review of the new Government again intends to reshuffle and suppress research institutions
Update to August 24 now available !

Spending cuts and scientific research in Italy

Lucio Chiappetti - IASF Milano (INAF) - July 2010


Sella
Veniamo ora al triviale: quanto costa il refrattore che desideri ?
Let's now come to trivialities: what's the cost of the refractor you wish ?
Tremonti

Quintino Sella, di formazione professore di matematica e mineralogia, fu Ministro delle Finanze del Regno d'Italia per 3 volte tra il 1862 e il 1873

Quintino Sella, by education professor of mathematics and mineralogy, was Minister of Finances of the Kingdom of Italy for 3 times between 1862 and 1873.

Dalla lettera di Quintino Sella a Giovanni Virginio Schiaparelli, 5 maggio 1861 (AOB, Corrispondenza Scientifica, cit. in [2])

From a letter of Quintino Sella to Giovanni Virginio Schiaparelli, 5 May 1861 (AOB, Scientific Correspondence, quoted in [2])

Giulio Tremonti, professore di diritto tributario, e' Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana in carica (e per altre 2 volte tra il 2004 e il 2010 e come Ministro delle Finanze nel 1994-95).

Giulio Tremonti, professor of tributary law, is currently Minister of Economy and Finances of the Italian Republic (for 2 more times between 2004 and 2010 and as Minister of Finances in 1994-95).

 

Introduzione

In Italia come in molti altri paesi e' stata ritenuta necessaria una manovra finanziaria, che pero' nel nostro paese si basa, come spesso in passato, su "tagli orizzontali" che non distinguono nel merito e non considerano la scienza come qualcosa su cui investire in periodi di crisi.

Si vuole dare qui (all'opinione pubblica nazionale e alla comunita' scientifica internazionale) un quadro riassuntivo dell'atteggiamento dei governi italiani verso la scienza, e in particolare illustrare i principali punti della manovra finanziaria che danneggiano la ricerca scientifica.

Il saggio e' articolato come segue: si riassume dapprima lo stato degli enti di ricerca (con una nota di approfondimento su quanti paesi hanno o non hanno un ministero della ricerca); seguono alcuni cenni storici (distinti tra gli anni di anteguerra e la situazione dal 1945 a oggi) e un rapidissimo riassunto della politica della scienza e di alcune peculiarita' (in nota). Dopo di che si passa a illustrare i punti critici per la ricerca nella manovra finanziaria, dapprima con le vicende della sua stesura e infine con i punti presenti nella legge presentata al Parlamento.
Considerata la mia appartenenza all'area disciplinare astronomica, viene data particolare enfasi ai problemi relativi a tale area (ed all'INAF, l'ente che se ne occupa), senza perdere di vista il quadro generale.

Questo documento e' stato preparato a supporto della iniziativa "no brain no gain"

 

Perche' quelle immagini ?

Il Ministro dell'Economia e delle Finanze Tremonti ama ricordare che occupa la scrivania di Quintino Sella, che dai nostri studi scolastici conosciamo come l'uomo della politica della lesina e della impopolare tassa sul macinato. Tuttavia da alcune recenti letture storiche ho iniziato a ricredermi su Quintino Sella. Da una biografia del matematico Vito Volterra [1] ho appreso che lo scienziato stimava Sella che era di formazione scientifica egli stesso. E da un saggio [2] sulle istituzioni scientifiche a Milano, la mia citta', ho appreso che il Ministro, lungi dall'applicare la sua lesina alla scienza, era in ottimi rapporti con il direttore dell'Osservatorio di Brera Schiaparelli, e finanzio' con 19440 lire nel 1862 l'acquisto del telescopio Merz, il primo strumento scientifico dell'Italia unita (quello con cui Schiaparelli fece i famosi studi sui canali di Marte).

 

Gli enti di ricerca

In Italia esistono, o dovrebbero esistere, tre categorie di istituzioni che si occupano di ricerca scientifica, e tre categorie corrispondenti di scienziati:


La maggior parte dei ricercatori (denominazione ufficiale "ricercatori e tecnologi") degli EPR e' inquadrata dagli anni '90 nelle prime tre fasce (I-III) del "comparto ricerca" della pubblica amministrazione (le fasce da IV in giu' sono quelle dei tecnici [non laureati] e degli amministrativi). Queste tre fasce sono grossomodo parallele (con un 10% in meno in termini salariali) con quelle universitarie (ordinari, associati e ricercatori), che pero' non sono "contrattualizzate" e hanno uno stato giuridico. Una parte minore, e concentrata prevalentemente nel settore astrofisico, erano (e in buona parte sono ancora) il personale degli "ex" osservatori astronomici e vesuviano, con uno stato giuridico analogo a quello universitario.

Chi e' curioso di conoscere i salari reali puo' trovarli p.es. su questo sito

Il superamento della distinzione tra universitari con stato giuridico e scienziati "contrattualizzati" degli EPR non e' mai stato tentato seriamente (salvo forse un tentativo abortito ai tempi del Ministro della Ricerca Ruberti).

  Tutto il personale degli EPR appartiene contrattualmente al "comparto ricerca" ma non tutti gli EPR sono esattamente uguali. Infatti alcuni enti di ricerca (diciamo quelli che fanno "scienza dura") sono sotto la vigilanza del Ministero della Ricerca (MIUR, in passato, forse piu' giustamente, MURST ) come risulta da questo elenco. Un altro elenco riguarda i finanziamenti.

Quanti paesi hanno un ministero della ricerca ?
Riporto i risultati di una indagine fatta da me nel 2007 sui 30 paesi OCSE (usando ove disponibili, ossia per 28 su 30, i portali governativi ufficiali).
Riporto prima i paesi con ministeri separati con le loro denominazioni, poi quelli con un unico ministero e poi i casi particolari.

PaeseRicercaIstruzione
Austria Scienza e Ricerca Educazione arte e cultura
DanimarcaScienza Tecnologia e InnovazioneEducazione
Francia Insegnamento superiore e RicercaEducazione nazionale
Italia (in passato)Universita' e Ricerca Scientifica e TecnologicaPubblica istruzione
LussemburgoCultura insegnamento superiore e ricercaEducazione nazionale e formazione professionale
Portogallo Scienza tecnologie e educazione superiore Educazione
Regno UnitoInnovazione, universita' e skillsBambini, scuole e famiglie
Corea Scienza e tecnologia Educazione e sviluppo delle risorse umane

Finlandia Educazione
Irlanda Educazione e scienza
Islanda Educazione scienza e cultura
Italia (ora)Istruzione, Universita' e Ricerca
Norvegia Educazione e ricerca
Paesi Bassi Educazione Cultura e Scienza (1 ministro e 1 segretario di stato)
Slovacchia Educazione
Spagna Educazione e scienza (ma nell'organigramma sembra prevalere universita' e ricerca)
Turchia Educazione nazionale
Ungheria Educazione e cultura
Giappone Educazione cultura sport scienza e tecnologia
Messico Educazione pubblica

Belgio Economia Energia Commercio Estero e Politica Scientifica l'istruzione e' riservata alle 3 comunita' linguistiche
Cechia non a livello ministeriale, Accademia delle ScienzeEducazione giovani e sport
Germania Educazione e ricerca (ma pare riguardare solo le universita'le scuole paiono essere degli stati federali (Länder)
Grecia Dip. Ricerca e Tecnologia presso Ministero dello SviluppoEducazione nazionale e Affari religiosi
Polonia Comitato di stato per la ricerca scientificaEducazione nazionale e sport
Svezia 1 ministero Educazione e Ricerca con 2 ministri: Educazione superiore e ricerca; Educazione
Svizzera nessuna delle due trattata a livello di Consiglio Federale
Australia Educazione Scienza e addestramento (ma ruolo primario degli Stati e Territori per le scuole)
Canada non ha ne' un ministro dell'educazione ne' della scienza
Nuova ZelandaEducazione terziaria (delega al vice primo ministro); Ricerca scienza e tecnologia (vedi a lato) Educazione (delega in unione personale a Ricerca scienza e tecnologia e altre tre deleghe, ogni ministro ha in genere 4 deleghe anche disparate)
USA situazione non confrontabile, esiste un Department of Education e numerose agenzie e amministrazioni

Altri enti forse piu' applicativi (come quelli di cui si occupa la manovra finanziaria) sono invece sotto la vigilanza di altri ministeri. Ma si tratta sempre di enti di ricerca, in cui lavorano degli scienziati, il cui compito e' fare ricerca indipendente, e pubblicare i risultati sulle riviste scientifiche soggette a peer review.

 

Antefatti storici

E' giusto ricordare che le istituzioni scientifiche in Italia (anche quelle soggette ai tagli della manovra finanziaria) hanno una storia secolare, particolarmente proprio nel settore dell'astronomia. Un breve approfondimento e' disponibile cliccando sugli appositi bottoni qui sotto.

 

Dal 1700 alla Seconda Guerra Mondiale


Ancor prima che Napoleone fondasse nel 1797 l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, degli Osservatori astronomici esistevano prima a Bologna (1712), poi attorno al 1760 a Padova e Brera (Milano), e nel 1790 a Palermo. Capodimonte (Napoli) e' del 1812 e l'osservatorio vulcanologico vesuviano del 1841. L'Osservatorio di Arcetri (Firenze) nel 1864 segue di poco l'unita' d'Italia, e cosi' la storica Stazione Zoologica Internazionale Anton Dohrn di Napoli (1872). All'inizio del 1900 vengono invece fondate le varie Stazioni Sperimentali per l'Industria, e nel 1934 l'Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris.

Il principale ente multidisciplinare, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nasce nel 1923 sotto sotto la presidenza di Vito Volterra, "matematico straordinario" [1] e uno dei 12 cattedratici che rifiutarono il giuramento di fedelta' al regime. Originariamente e' l'interfaccia italiana all'International Research Council, proposto dall'astronomo americano Hale (oggi ICSU); si sviluppo' dapprima come agenzia per finanziare la ricerca universitaria e nel dopoguerra comincio' man mano a dotarsi di personale di ricerca proprio.

 

Dal dopoguerra ai giorni nostri


Tra gli anni '50 e '60 dal CNR nacquero prima l'INFN (l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, o meglio di fisica delle particelle, riconosciuto storicamente come uno degli enti di maggior successo sia come risultati, sia per l'integrazione con l'universita', sia per l'autogoverno del suo proprio personale scientifico) e il CNEN (per la ricerca nucleare applicata) poi, dopo l'infelice "caso Ippolito", divenuto ENEA.

Sempre dal "Piano Spaziale Nazionale" del CNR negli anni '80 nacque l'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) che in realta' non e' un vero e proprio ente di ricerca (non ha praticamente personale che fa ricerca in proprio) ma che finanzia la ricerca di altri enti. Questo ne fa paradossalmente un ente di grande successo secondo i governi, in quanto solo una piccola parte del suo corposo finanziamento serve a pagare gli stipendi.
Mentre ad altri enti viene rivolta l'accusa che "oltre l'80% della dotazione ordinaria serve solo a pagare gli stipendi" ma questo non avviene per eccesso di personale, ma per scarsita' di fondi "ordinari" (che poi spesso vengono in realta' integrati conquistandoli da altre agenzie nazionali e internazionali).

Negli anni 2000 il trend, in se' non privo di senso, verso enti monodisciplinari e' continuato. Fu creato l'INFM (Istituto Nazionale di Fisica della Materia) con l'idea di emulare l'INFN nel coordinare la ricerca universitaria nel settore. I 12 osservatori astronomici (col loro personale di status universitario) furono unificati nel "primo" INAF. Fu creato l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) unificando un ente preesistente, l'Osservatorio Vesuviano e alcuni istituti geologici "estratti" dal CNR.

Alcuni sbandamenti si verificarono poco dopo (sotto il ministero Moratti). Da una parte continuando giustamente col trend verso enti monodisciplinari. A decreti del 2003 risalgono la costituzione dell'attuale INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica, che ai 12 osservatorii unisce 7 sedi di istituti astrofisici "estratti" dal CNR, ed attivi in settori originariamente "esotici" quali la radioastronomia e l'astrofisica spaziale e delle alte energie), oppure del piu' piccolo INRIM (l'istituto di metrologia che a Torino unifica lo storico Galileo Ferraris con un istituto gia' del CNR).
Pero' contestualmente l'INFM da poco creato viene forzosamente assorbito nel CNR,

Si noti comunque che dopo questa riorganizzazione il CNR non resta piu' un ente multidisciplinare omnicomprensivo, ma pare essersi liberato delle discipline piu' "di base" (quelle che fanno ricerca "curiosity driven") e concentrato su discipline piu' applicative (tant'e' che i suoi dipartimenti assumono denominazioni "trasversali" a volte curiose invece delle tradizionali fisica, chimica, geologia, biologia ecc.).

   

Antefatti politici

La relativamente scarsa attenzione alla ricerca scientifica da parte dei nostri politici e' evidenziata anche dal fatto che non sempre vi e' un ministero dedicato (come risulta dall'approfondimento riportato sopra). Tuttavia periodicamente vengono fatte delle cosiddette "riforme".

Una riforma importante fu quella universitaria del 1982, che creo' le tre fasce della docenza universitaria. Come ricordato sopra negli approfondimenti questa fu seguita da un analogo cambiamento di stato per i ricercatori degli EPR che prima facevano parte del cosiddetto "parastato", ossia erano trattati come impiegati.

Tra il 1999 e i primi anni 2000 (ministro Berlinguer) fu iniziata una riforma di molti enti (creazione dell'INGV e del primo INAF, riforma del CNR accorpando gli originali istituti e centri, che avevano sede in una singola citta', come sezioni di piu' ampi istituti nazionali, e con riscrittura dei regolamenti interni).

Nel 2003 (ministro Moratti) vi fu una nuova riforma, dichiarata "a costo zero", che incluse fra l'altro la incorporazione degli istituti astrofisici del CNR nel nuovo INAF, il cui statuto fu scritto con un Decreto Legislativo.

Al momento e' in corso da febbraio 2010 una altra riforma (che dovrebbe formalmente concludersi entro sei mesi) per la "autonomia statutaria" degli enti di ricerca. Il ministro Gelmini ha nominato delle apposite commissioni di esperti, una per ente, che insieme col Consiglio di Ammnistrazione di ogni ente dovrebbero riscriverne statuti e regolamenti.
  Per approfondimenti in materia cliccare sui bottoni qui sotto.


  • La riforma universitaria del 1982 ebbe il vantaggio di razionalizzare le posizioni preesistenti nelle tre fasce dei professori ordinari, associati e ricercatori, pero' fini' per sovrappopolare le fasce superiori rallentando le progressioni di carriera negli anni successivi. Una cosa analoga (con un effetto ancora piu' marcato) avvenne negli EPR con la (successiva) introduzione di tre fasce equivalenti (dirigenti di ricerca, primi ricercatori, ricercatori).
  • Questo, unito alla irregolarita' nel bandire (in numero ridotto) i concorsi di prima assunzione, ha comportato la proliferazione di contratti a tempo determinato e "precari", e la necessita' di periodiche sanatorie e stabilizzazioni per assegnare un posto di ruolo a scienziati gia' di una certa eta' e pienamente attivi quanto il personale di ruolo

  • Il "parastato" e' una espressione intraducibile che riunisce gli enti pubblici diversi dai ministeri. Si trattava di un calderone informe in cui i (pochi) scienziati erano considerati come i (tanti) impiegati. E denominati "collaboratori tecnico-professionali". Esso ebbe termine con i primi contratti del "comparto ricerca". Si noti che i primi due contratti collettivi (1985-1990), per quanto firmati da governo e sindacati, entravano in vigore come DPR (Decreti del Presidente della Repubblica). In seguito i contratti sono stati negoziati tra i sindacati e una agenzia governativa chiamata ARAN (ma per entrare in vigore richiedono la registrazione da parte della Corte dei Conti).

  • Sul fatto che una riforma debba avvenire a costo zero, va considerato che questo spesso non e' possibile a causa di altre disposizioni di legge. P.es. la riforma dell'INAF del 2003 intendeva porre ordine ai 4 diversi stati del personale (ricercatori EPR e tecnici-amministrativi EPR nel comparto ricerca, tecnici-amministrativi degli Osservatori nel comparto universita', astronomi degli Osservatori non contrattualizzati) ... ma l'equiparazione tra le varie posizioni dei tecnici-amministrativi non era possibile a costo zero a causa delle norme pregresse.

  • Vale la pena di ricordare il meccanismo di formazione delle leggi in Italia che prevede diversi canali:
    • le leggi ordinarie (di iniziativa governativa o parlamentare) sono presentate al Parlamento quali disegni di legge e seguono il loro iter fino alla eventuale approvazione
    • i Decreti Legge sono leggi emanate direttamente dal Governo in casi straordinari di urgenza secondo l'art. 77 della Costituzione. Entrano immediatamente in vigore, ma devono essere approvate (o emendate) dal Parlamento entro 60 giorni altrimenti decadono
    • le leggi delega (art. 76 della Costituzione) sono invece leggi ordinarie che danno al Governo una delega con dei termini temporali e dei principi guida, per cui poi i dettagli della legge sono scritti dal Governo senza necessita' di una approvazione del Parlamento
    • i Decreti Legislativi (o decreti delegati) sono la attuazione di una legge delega

  • L'attuale riforma degli statuti degli EPR avviene con un decreto legislativo (DL 213/2009) firmato dal ministro Gelmini che da' attuazione a una legge delega del precedente governo (ministro Mussi). Essa da' agli EPR autonomia nel redigere i propri statuti, e per la prima stesura affida questo compito a una commissione formata dall'esistente Consiglio di Amministrazione e cinque esperti nominati dal ministro (tipicamente due scienziati e tre avvocati). Uno degli scopi della riforma e' quello di ridurre il numero di membri dei vari organi (consigli) degli enti, con l'idea di risparmiare (dal costo zero siamo passati al risparmio). L'idea del legislatore e' forse quella degli enti economici con amministratori politici con cospicui compensi o gettoni di presenza. Nel caso degli enti di ricerca, in cui i consiglieri sono o scienziati interni o universitari, pero' i risparmi sono irrisori (la relazione di accompagnamento alla legge stima che per l'INAF il risparmio ottenuto riducendo i membri del Consiglio Scientifico da 12 a 7 ammonti alla ... astronomica cifra di 3000 euro l'anno - dicesi tremila).
    In ogni caso il fatto che con un decreto pubblicato a febbraio 2010 si sia iniziato il processo di riforma (che deve concludersi entro agosto) significa che gli enti da riformare erano considerati vivi e vegeti.
 

Sette giorni a maggio

Immagino che molti avranno seguito verso la fine di maggio 2010 le vicende della "manovra finanziaria" che il Governo italiano ha fatto similmente ad altri governi europei. Avendo deciso che fosse urgente, il Governo ha scelto di utilizzare lo strumento del Decreto Legge (cfr. gli approfondimenti qui sopra). Tuttavia, mentre la Costituzione prescrive che "il Governo ... deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere", tra l'approvazione di una prima bozza, e la pubblicazione del testo definitivo e' trascorsa circa una settimana assai agitata, particolarmente negli enti di ricerca, (da qui il titolo di questa sezione ispirato al noto film).

In questo periodo sulla stampa sono apparse molte indiscrezioni, e perfino i testi di diverse bozze, ognuna differente dalla precedente. Mentre una analisi del testo finale appare nella prossima sezione, qui ci si concentra su alcuni aspetti legati agli enti di ricerca (un resoconto con maggior ufficialita' relativo al solo INAF si trova sul sito Media INAF).

La vicenda specifica degli enti di ricerca si articolava, nelle bozze originali, in tre parti:

Chi volesse confrontare una delle tante bozze con il testo finale della manovra puo' ad esempio guardare questa. In questa versione per esempio non compare l'accorpamento dell'INGV con la Protezione Civile che era stato ventilato, ma appare un elenco di enti vigilati dal MIUR, che vengono tutti accorpati al CNR, salvo, chissa' perche', la storica Stazione Zoologica Internazionale Anton Dohrn che verrebbe accorpata direttamente al Ministero.

Tra gli enti accorpati in questa bozza compaiono l'INRIM e l'INAF, ossia due enti formati nel 2003 staccando uno o piu' istituti CNR ed unendoli con uno o piu' altri enti, con un provvedimento di questa stessa maggioranza. Per cui nel 2003 era uscito dal CNR una certa quantita' di personale, e adesso ne rientrerebbe circa il doppio. Fra l'altro con una differenza, che INRIM e' un istituto situato in una unica citta', mentre INAF comprende 20 strutture in 12 citta'.
Nel caso di INAF il personale uscito dal CNR ammontava a meno di 500 persone, e ne sarebbero rientrate oltre 1000. Costituendo circa il 20% del personale esistente nel CNR, e richiedendo quindi la costituzione quanto meno di un Dipartimento ad hoc (in un ente che sta riformando i propri statuti e non e' stato affatto avvisato di dover accogliere queste nuove forze ... ma che e' ben consapevole dei problemi e del tempo richiesto per una tale operazione, avendo gia' subito l'incorporazione dell'INFM).

Cosi' come consapevoli dei problemi (essenzialmente dei fastidi inutili del dover cambiare tutti i regolamenti e financo al dominio internet e alla carta intestata) di un ennesimo accorpamento erano tutti i ricercatori degli istituti INAF che avevano gia' subito almeno un paio di tali operazioni.

Ma non consapevoli erano gli estensori del provvedimento, p.es. in particolare ignoravano qui la coesistenza dei ruoli del personale scientifico dell'INAF (astronomi ex Osservatori e ricercatori ex CNR) tuttora irrisolta.

Lo zelo degli accorpatori ministeriali raggiunge il culmine laddove tra gli enti da accorpare al CNR nella bozza compariva anche l'Istituto di studi giuridici internazionali "istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto 12 ottobre 2001, n. 16000". ma l'ISGI e' gia' un istituto del CNR, da sempre, infatto come riportato sul sito dell'ISGI stesso l'atto istitutivo citato e' un "Provvedimento Ordinamentale" del Presidente CNR ! Ma gli attenti e misteriosi estensori dell'allegato 2 nel loro sacro zelo non se ne erano accorti !

 

Dall'annuncio alla realta'

Vengono riassunti qui i punti della "manovra finanziaria" che hanno un impatto sugli enti di ricerca. Per ogni punto e' accessible un approfondimento cliccando sugli appositi bottoni.
Il testo ufficiale era originariamente disponibile p.es. qui. Si trattava del testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a fine maggio (soggetto a limitazioni temporali di accesso) e presentato al Parlamento. Alcuni punti sono entrati immediatamente in vigore trattandosi di un decreto legge, altri potrebbero essere stati cambiati durante l'iter parlamentare. L'iter si e' concluso il 29 luglio 2010. Questi link consentono di vedere il testo in vigore con la sua storia, l'iter al Senato, l'iter alla Camera.

 

Conclusioni

La stesura della manovra finanziaria ha mostrato un atteggiamento ostile verso la ricerca scientifica e le sue istituzioni, ed e' inoltre stata fatta in modo alquanto trasandato. Alcune situazioni sono state sanate al momento di passare dalle bozze alla versione finale, ma la situazione rimane grave. Rimane da vedere se durante i 2 mesi necessari per la conversione in legge verranno apportati emendamenti almeno ai punti piu' critici, quelli su fondi e risorse umane.

Mi piace concludere ricordando due motti, quello che compare sulla tomba di Hilbert e quello di Vito Volterra (1931)

Dobbiamo conoscere e conosceremo
Muoiono gli imperi ma i teoremi di Euclide conservano eterna giovinezza
 

Referenze

 

Disclaimer

Le opinioni espresse in questo documento sono quelle dell'autore e non impegnano ne' rappresentano le opinioni ufficiali dello IASF Milano o dell'INAF

 

Introduction

In Italy, as in many other countries, the need has arisen for a budgetary manoeuvre. However in this country the manoeuvre is based, as often also in the past, on "horizontal cuts" which do not make considerations of merit and do not regard science as something to invest upon in a time of crisis.

The intention is to give (to the national public opinion and to the international scientific community) a summary of the attitude of italian governments towards science, and in particular to present the main points in the budget manoeuvre which are detrimental for scientific research.

The essay is structured as follows: first there is a summary of the status of research institutions (with a side detail note on which countries do/do not have a ministry of research); then there is an historical excursus (first for the past before WWII and then from 1945 to the present) and a summary of the politics of science (with a side note explaining some italian peculiarities). Finally we illustrate the research=related items in the budget manoeuvre, first looking at the way it was prepared and then to the actual items contained in the text submitted to the Parliament.
Considered that I am active in a specific discipline, particular emphasis is given to astrophysics (and to INAF, the institution dealing with it), without neglecting a more general framework.

This document was prepared in support to the initiative "no brain no gain"

 

Why those pictures ?

Minister of Economy and Finances Tremonti likes to recall he is sitting at Quintino Sella's desk. Italian school kids know from their history lessons Sella as the man of the stingy "awl policy" (grudging funds for public expenditure) and the author of the unpopular tax on milled flour. However some recent historical readings induced me to change my opinion on Quintino Sella. From a biography of the matematician Vito Volterra [1] I learned that the scientist had in esteem Sella, who had a scientific education himself. And from an essay [2] on scientific institutions in Milan, my home city, I learned that the Minister, far from applying his awl cuts to science, was in excellent relationships with the director of Brera Astronomical Observatory, Schiaparelli, and that he funded (for 19440 lire of 1862) the acquisition of the Merz telescope, the first scientific instrument of the newly created Kingdom of Italy (the very telescope used by Schiaparelli for his famous studies of Mars canals).

 

Research institutions in Italy

In Italy there are (or there should be) three categories of institutions (and three corresponding categories of scientists) dealing with scientific research:


The majority of PRO research staff (officially named "researchers and technologists") has (since the '90s) a work contract in the upper three grades (I-III) of the so called "comparto ricerca" (research compartment of public administration) (the lower grades, IV-IX are for non-graduate technicians and administrative staff). Such three grades are approximately parallel (salaries are some 10% lower) with the university grades (full professors, associate professors and researchers), who however have the so-called "juridical state" (their salaries are fixed by law and not subject to trade union negotiations). A lesser fraction of the PRO research staff, mainly concentrated in astrophysics, were (and mostly still are) the staff of the "former" astronomical and Vesuvian observatories, which have an university-like status.

Whoever is curious to know real salaries can look at this site (in Italian).

No serious attempt to overcome the status difference between university and PRO staff was ever made (excepted perhaps an aborted one at the epoch of Research Minister Ruberti in the '90s)

  Essentially all PRO staff has the same contractual status, but not all Research Organisations are exactly equal. In fact some institutions (more or less those dealing with "hard science") are under the surveillance of the Ministry of Research (MIUR, in the past, perhaps more correctly, MURST ) as shown in this list. Another list concerns funding.

How many countries have a ministry of research ?
I reproduce the results of a survey I did in 2007 about the 30 OECD countries (using where available, i.e. in 28 out of 30 cases, the official government portals).
I list first the countries with separate ministries (with their denominations), then those with a single ministry and finally the peculiar cases.

CountryResearchEducation
Austria Science and Research Education art and culture
Denmark Science Tecnology and InnovationEducation
France Upper teaching and ResearchNational education
Italy (in the past)University and Scientific and Technological RsearchPublic instruction
LuxemburgCulture upper teaching and researchNational education and professional training
Portugal Science tecnology and upper educationEducation
UK Innovation, university and skillsChildren, schools and families
Corea Science and tecnology Education and human resource development

Finland Education
Ireland Education and science
Iceland Education science and culture
Italy (now)Instruction, University and Research
Norway Education and research
Netherlands Education Culture and Science (1 minister and 1 state secretary)
Slovakia Education
Spain Education and science (but university and research appear to prevail in the organigram)
Turkey National education
Hungary Education and culture
Japan Education culture sport science and tecnology
Mexico Public education

Belgium Economy Energy Foreign commerce and Scientific politics education is reserved to the 3 language communities
Czech not at ministerial level, Science AcademyEducation youth and sport
Germany Education and research (but seems to concern only universitiesschool appear to be under federal states (Länder)
Greece Dep. Research and Tecnology c/o Ministry of DevelopmentNational Education and Religious Affairs
Poland State committee for scientific researchNational education and sport
Sweden 1 ministry Education and Research with 2 ministers: Upper education and research; Education
Switzerland neither handled at Federal Council level
Australia Education Science and Training (but primary role of States and Territories for schools)
Canada there are no ministers for education nor science
New ZealandTertiary education (delegated to vice prime minister); Research science and tecnology (see on the right) Education (delegated as personal union to Research science and tecnologia with other 3 delegations, each minister has usually 4 delegation even rather different)
USA not comparable situation, there is a Department of Education and several agencies and administrations

Other, more "applied", institutions (and more curtailed by the budget manoeuvre) are under the surveillance of other ministries. But nevertheless they are research institutions, their staff is composed of scientists, their task is to make independent research, and publish their results on peer reviewed scientific journals.

 

Historical background

We want to remind that scientific institutions in Italy (included those subjected to cuts in the budget maneouvre) may have a century-long history, specially just in astronomy. A short excursus is available clicking on the buttons provided below.

 

Since 1700 to WWII


Well before Napoleon in 1797 founded the Lombard Institute of Science and Letters, astronomical observatories existed first in Bologna (1712), then around 1760 in Padua and at Brera (Milano), and since 1790 in Palermo. Capodimonte (Naples) dates to 1812 and the vulcanological vesuvian observatory to 1841. Arcetri observatory (Florence) in 1864 jsut follows the unification of Italy, and so the celebrated International Zoological Station Anton Dohrn in Naples (1872). The foundation of the various Experimental Stations for Industry follow in early 1900, and in 1934 the National Electrotechnic Institute Galileo Ferraris.

The main multidisciplinary organization, the National Research Council (CNR) originates in 1923 with first president Vito Volterra, "mathematician extraordinary" [1] and one of the 12 full professors who refused the oath of allegiance to the fascist regime. CNR was originally the italian interface to the International Research Council, proposed by the american astronomer Hale (now ICSU), then became a funding agency for university research and after the end of WWII started to acquire its own research staff.

 

Since post-war to the present time


Between '50s and '60s were detached from CNR first INFN (the National Institute of Nuclear Physics, or better particle physics, recognized historically as one of the most successful institutions, both for its results, as well as a model of integration with university and self-governance of its own scientific staff) and later CNEN (for applied nuclear research) which, after the unhappy "Ippolito affair", became ENEA.

From the CNR "National Space Plan" in the '80s originated ASI (Italian Space Agency), which is not a proper research institution (has virtually no own staff doing research) but an agency funding research of other institutions. The resulting paradox is that governments consider it very successful, since only a small fraction of its large budget is used for staff salaries.
While other institutions are accused that "more than 80% of ordinary funding is used for salaries" but this does not occur because of an excess of staff, but for the paucity of the "ordinary funds" (which are often integrated with successful applications to announcements of opportunity of other national and international agencies).

In the years 2000 the (meaningful) trend towards monodisciplinary institutions continued. First creating INFM (National Institute of Matter Physics) intended to emulate INFN in the coordination of university research in such discipline. The 12 astronomical observatories (with their university-status staff) were unified in the "early" INAF. Then INGV (National Institute of Geophysics and Vulcanology) unified a pre-existing institute with the Vesuvian Observatory and some earth science institutes coming from CNR.

Under Minister Moratti there were some contradictory actions. On one hand the trend towards monodisciplinary institutions continued (correctly). A decree of 2003 constituted the current INAF (National Institute for Astrophysics), joining to the 12 observatories also 7 astrophysical institutes coming from CNR, and active in sectors originarily outside the mainstream, like radioastronomy, space astrophisics and high energy astrophysics). Another decree formed the smaller INRIM (National Metrology Institute in Turin unifying the historical Galileo Ferraris institution with one CNR institute).
But at the same time the recently created INFM is forcibly incorporated into CNR.

Note anyhow that after such reorganization CNR is no longer an omnicomprehensive multidisciplinary institution, but has got rid of the "basic research" disciplines (doing "curiosity driven research") and concentrated on applied disciplines (such that its departiments take curious "transversal" denomination instead of the traditionali physics, chemistry, geology, biology etc.).

 

Political background

Italian politicians give a relatively scarce attention to scientific research, as it also shown by the fact that there is not always a dedicated ministry (as explained in the detail note above). However periodically they do some so-called "reforms".

The important "university reform" in 1982 created the three grades of university professors. As mentioned above in a detail note it was followed by a similar status change for PRO researchers, which were previously part of the so-called "parastato", i.e. were consider essentially as clerks.

Between 1999 and early 2000s (minister Berlinguer) a reform of several institutions was started (creation of INGV and early INAF, reform of CNR merging the original institutes and centres, located each in a single city, as sections of larger nationwide institutes; inclusive of a rewriting of the internal rules and regulations).

In 2003 (minister Moratti) there was a new reform, declared "at zero cost", which included, among other things, the merging of astrophyical institutes of CNR into the new INAF, whose statute was written as a Legislative Decree.

Presently (since february 2010) another reform is in progress, and should formally be concluded within six months. Its aims are the "statutory autonomy" of the research institutions. Minister Gelmini appointed one committee of experts per institution, who, together with the Admnistration Council of each institution, should rewrite statutes and regulations.
  To know more on this matter click on the buttons below.


  • The university reform of 1982 did a positive rationalization of all previous positions into an unique scheme with the three grades of full professors, associate professors and researchers, but at the end over-populated the upper grades, slowing down career progressions in the following years. Something similar (with an even more marked effect) occurred in the PRO with the subsequent introduction of three equivalent grades (research directors, senior researchers, researchers).
  • The above slow-down, together with the sporadical announcement of (only few) first recruitment positions, generated an excessive number of non-permanent positions and fellowships, and the need of periodical "stabilizations" to assign a tenure position to scientist not so young and fully active exactly as tenure staff

  • "Parastato" is an untranslatable expression (para-State ?) which includes all entities in the public administration outside of the ministerial civil service proper. It was a mixed bag, in which the (few) scientists were considereed as the (many) clerks. They were called "technical-professional collaborators". It terminated with the first contracts of the "research compartment". Note that the first two collective contracts (1985-1990), although signed between government and trade unions, acquired validity as DPR (Decrees of the President of the Republic). Later contracts are negotiated between trade unions and a governmental agency called ARAN (but to acquire validity the registration from the Accounting Magistrates (Court of Auditors) is required).

  • About reforms at zero cost, one should consider that this is often not possible because of other laws. E.g. the 2003 INAF reform intended to homogenize the 4 different statuses of the staff (PRO research staff and PRO technical-administrative staff in the "research compartment", technical-administrative staff from Observatories in the "university compartment", astronomers from Observatories with a "juridical status") ... but the conversion of the various positions of technical-administrative staff was not possible at zero cost because of pre-existing norms.

  • It is worth recalling the various mechanisms of formation of a law in Italy:
    • ordinary laws (proposed by the government or by MPs) are submitted to the Parliament as a "law design" (bill) and are discussed and amended until final approval
    • the Decree-Laws are laws issued directly by the Government in extraordinary cases of urgency according to art. 77 of the Constitution. They acquire immediate validity, but must be approved (or amended) by the Parliament within 60 days, otherwise they decay and lose validity
    • the delegation laws (art. 76 of the Constitution) are instead ordinary laws who delegate the Government, within specific temporal bounds and terms of reference, to write the details of the law without need of a further approval by the Parliament
    • A Legislative Decree (or delegated decree) is the detailed law resulting from a delegation law

  • The ongoing reform of the statutes of PROs is dictated by a legislative decree (DL 213/2009) by minister Gelmini, actuating a delegation law of the previous government (and different majority, minister Mussi). It gives to PROs autonomy in writing their own statutes, and for the first version assigns this task to a committee formed by the Administration Council in charge plus five experts nominated by the minister (typically two scientists and three lawyers). One purpose of the reform is the reduction of the number of members in the various boards (councils) of the institutions, generating a saving (so we moved from zero cost to saving !). The legislator had perhaps in mind economical institutions with political board members with large monetary compensations. In the case of research organization, where board members are internal or university scientists, saving are ludicrously minimal (the accompanying report to the law estimates for INAF a saving, obtained by the reduction of the members of the Scientific Council from 12 to 7, amounting to the ... astronomical figure of 3000 euro/year - yes, three thousand euro).
    Anyhow the fact that a decree published in February 2010 initiated the reform process (due for conclusion within August) means that the institutions being reformed are considered kicking and alive.
 

Seven days in May

Our foreign readers have most likely not followed, at the end of May 2010, the turmoil about the "budget manoeuvre" which the italian Government has prepared, similarly to what done by other European governments. We therefore provide some information. Since the Government felt an urgent intervention was necessary, they choose the tool of the Decree-Law (see the explanations above). However, while the Constitution prescribes that "the Government ... shall in the very same day submit it to the Houses [of Parliament] for conversion [into law]", about a week (very hectic, particularly in the research institutions) passed between the approval of a first draft by the cabinet and the publication of the final text (hence the title of this section inspired to the known movie).

In that time span the press has reported several rumours, and even a maze of many little drafts all different. An analysis of the final text is shown in the next section, while here we concentrate on some aspects concerning research institutions (a report of more official nature concerning INAF alone can be found on the Media INAF site).

The specific dispositions about research institutions articulated, in the original drafts, in three parts:

The reader wishing to compare the final text of the "manoeuvre" with one of the drafts can e.g. look at this one. In such version for instance it is absent the merging of INGV with the Civil Protection department, previously proposed. But there is a list of institutions under the surveillance of MIUR, which are all merged into CNR, except (who knows why), the ancient International Zoological Station Anton Dohrn merged directy into the Ministry.

The candidates for merging in this draft include INRIM and INAF, i.e. two institutions created (by an act of the same political majority) in 2003 detaching one or more CNR institutes and joining them with preexisting institutions. Thus in 2003 an amount of staff exited from CNR, and now an about double amount would re-enter into CNR. Note the difference that INRIM is an institute located in a single city (Turin), while INAF includes 20 structures in 12 cities.
In the INAF case the staff exited from CNR amounted to less than 500 persons, while more then 1000 were due for re-entry. Which makes about 20% of the current CNR staff, requiring at least the creation of an ad hoc Department (in an institution which is in the process of rewriting its own statutes and has not been notified to have to ingest these new people ... but which is well aware of the problems and the time required for such an operation, since it suffered already the incorporation of INFM).

Similarly all the research staff of the INAF institutes, who suffered already a couple of such operations, were aware and worried of the problems (essentially useless nuisances for the change of all regulations, up to the internet domain and even the stationery).

But the authors of the law weren't aware of the problems, e.g. in particular ignored the presence in the INAF scientific staff of two statuses (astronomers from former Observatories and researchers from CNR) with the relevant, still partially unsolved issues.

The zeal of the ministerial mergers reaches the top since the draft listed among the institutions to be absorbed into CNR even ISGI, the Institute for International Law Studies "created by art. 1, catch 1, of decree 12 october 2001, n. 16000". But ISGI is already an institute belonging to CNR, since ever, and indeed, as shown on the ISGI site itself the decree quoted is a disposition of the CNR President ! But this escaped the attention of the careful and misterious authors of Annex 2 in their sacred zeal !

 

From announcement to reality

I summarize here the items of the "budget manoeuvre" which impact onto research institutions. For each item detailed information is available clicking on the provided buttons.
The official text is available e.g. here. This is the text published on the Official Gazette and submitted to the Parliament. Some items are already applied since it is a decree-law, the remainder might change if amended by the Parliament in the conversion process. The official text was originally available e.g. here. It was the text published on the Official Gazette at end May (subject to temporal access limitations) and submitted to the Parliament. Some items were immediately valid since it was a decree-law, other might have changed if amended by the Parliament in the conversion process. The process ended on 29 july 2010. These links allow to see the final text with the update history, the discussion at the Senate, the discussion at the Chamber of Deputies.

 

Conclusions

The preparation of the budget manoeuvre demonstrated an hostile attitude towards scientific research and its institutions, and moreover showed a large degree of sloppiness. Some items have been improved at the time of passing from the drafts to the final version, but the situation remains severe. Let us hope that, during the 2 months required for transformation into law, there will be amendments at least to the most critical issues, i.e. funds and human resources.

I like to conclude recalling two mottos, one appearing on Hilbert's grave and another by Vito Volterra (1931)

We must know and we shall know
Empires die, but Euclid's theorems preserve eternal youth
 

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