Opinioni di un ingenuo ...

... a proposito della ricerca scientifica in Italia.
These "opinions of a naive guy" about scientific research in Italy are so far available only in Italian.

Il "sottoscritto" Lucio Chiappetti, ricercatore del CNR da 15 anni (e mezzo) alla presente data del 31 dicembre 1997, sconfortato dall'andazzo delle cose (si confrontino le recenti vicende del contratto degli Enti Pubblici di Ricerca) ha deciso di "mettere giu'" in questa pagina HTML le sue opinioni di ingenuo impolitico (e membro unico fondatore del P.P.S.S.) su come sarebbe bello che andassero le cose

Se volete saperne di piu' su di me, vedete la mia home page e il mio curriculum.


Questo documento e' strutturato con un indice del contenuto in modo da consentire un facile accesso. Il testo e' volutamente scritto "come una legge" (anzi spero piu' chiaramente della media delle leggi).
Un carattere come questo evidenzia dei commenti personali.

Table of Content

Definizioni preliminari

[ricerca] [formazione] [innovazione] [cultura]

Organizzazioni di ricerca

Formazione del personale di ricerca

Reclutamento e carriera del personale di ricerca

Affiliazione e mobilita' del personale di ricerca

Organizzazione della ricerca


Preambolo

Probabilmente al posto di queste definizioni preliminari ci andrebbe un preambolo, ma non sono molto bravo a scrivere preamboli, per cui do solo i termini di riferimento usati nel seguito.

Il presente documento si applica al personale ricercatore delle organizzazioni pubbliche che effettuano ricerca scientifica, ed in particolare, come specificato piu' oltre ai Ricercatori e Tecnologi degli Enti di Ricerca ed ai Docenti Universitari.

Definizioni preliminari


Organizzazioni di ricerca

Le norme qui contenute si applicano come tali alle universita' statali ed agli enti pubblici di ricerca'. La loro applicazione ad altre universita' ed altre organizzazioni private e pubbliche, salvo altre disposizioni di legge, e' da considerare a livello di raccomandazione (guideline).

universita'

Le universita' statali, libere e private (per mia ignoranza non sono certo se esiste una distinzione giuridica tra le ultime due categorie) sono la sede primaria della istruzione superiore. Esse sono articolate in sedi autonome distribuite sul territorio nazionale (con le limitazioni date dalla legge allo scopo di limitare la popolazione studentesca delle singole sedi). Esse possono consorziarsi tra loro e con gli enti pubblici di ricerca per particolari attivita' di interesse comune. Tra i loro compiti primari vi e'

Altri compiti che possono essere svolti da esse sono

E' da notare che la ripartizione tra attivita' di ricerca e formazione alla ricerca da una parte, e di formazione professionale e di attivita' libero-professionale dall'altra e' tradizionalmente diversa a seconda del settore disciplinare.

enti pubblici di ricerca

Gli enti pubblici di ricerca (siano essi multidisciplinari o monodisciplinari) sono la sede primaria della ricerca scientifica ad alta specializzazione. Essi sono articolati in vario modo, da singoli istituti monodisciplinari con una unica sede, a istituti o consorzi di istituti monodisciplinari con piu' sedi, a organizzazioni nazionali multidisciplinari con numerose sedi sul territorio nazionale.
Alcuni di essi svolgono correntemente anche la funzione di agenzie di finanziamento della ricerca. Probabilmente questa funzione andrebbe separata da quella della ricerca diretta

L'elenco di tali enti e' quello che piu' o meno tutti conosciamo, p.es. riportato nella Relazione alle Camere del MURST.
La situazione attuale vede una "eterogeneita' di scala" tra piccoli istituti unici, enti come gli Osservatori Astronomici (che sono formalmente autonomi svolgendo attivita' analoghe e che si sono percio' consorziati), enti monodisciplinari articolati in sezioni come l'INFN e "mostri" multidisciplinari come il CNR.
Essa andrebbe probabilmente razionalizzata su una scala intermedia (su base disciplinare ?)

Tra i loro compiti primari vi e'

Altri compiti che possono essere svolti da esse sono

industria

Le imprese industriali hanno come fine il profitto. Esse possono svolgere attivita' di ricerca principalmente a fini di innovazione o di ricerca applicata. (E' qui inclusa anche la attivita' di innovazione svolta da liberi professionisti singoli od associati). Esse possono commissionare attivita' di consulenza e ricerca alle organizzazioni di ricerca pubbliche (universita' ed enti pubblici di ricerca), come pure ricevere da queste dei contratti per attivita' esecutive legate a progetti di notevole complessita'.

altri enti pubblici

Altri enti pubblici diversi da quelli sopra elencati (quali ministeri, enti di ricerca strumentale alle loro dipendenze, il servizio sanitario nazionale, le soprintendenze del Ministero dei Beni Culturali, i parchi nazionali, i servizi di tipo scientifico, p.es. meteorologico, geologico, ambientale dello stato o delle regioni, ecc.) potrebbero avere la potenzialita' di svolgere anche se non come primaria attivita' istituzionale delle attivita' di ricerca.

E' da prevedere per il personale di questi ultimi enti una riserva di una frazione di tempo destinata ad attivita' di ricerca (da svolgersi secondo le guidelines qui descritte) e il diritto a pubblicare i risultati di tali attivita' secondo le pratiche correnti della comunita' scientifica.

E' da prevedere una interazione tra questi enti e gli enti pubblici di ricerca in termini di collaborazioni e consulenze specialistiche.

Sono da prevedere modalita' di interscambio (bidirezionale, su richiesta) del personale, sia in termini di distacchi temporanei, sia di valutazione della attivita' svolta in caso di trasferimento permanente .

altre organizzazioni

La attivita' di ricerca puo' essere svolta anche da altre organizzazioni che non rientrano in alcuna delle categorie sopra indicate (p.es. fondazioni od enti morali - in questa categoria conosco solo l'Istituto Mario Negri, che pero' ha un ottimo livello di produzione scientifica nel proprio settore - oppure enti internazionali). I principi qui contenuti si estendono ad essi in qualita' di guideline.


Formazione del personale di ricerca

Il sistema universitario italiano nella sua forma corrente si articola (anche se in modo disuniforme) sui tradizionali tre livelli di diploma.

diploma universitario

Questo livello di diploma e' stato introdotto di recente, ed e' finalizzato alla formazione di particolari ruoli professionali e produttivi. Esso non riguarda pertanto direttamente la attivita' di ricerca (che pure forse potrebbe impiegare dei diplomati universitari per attivita' di supporto tecnico ... pero' e' ovvio che essi non vengono formati a tale scopo) .
La attivita' didattica relativa e' a carico del personale docente delle universita'.

diploma di laurea

I corsi di laurea sono finalizzati (in modo prevalente, con frazioni diverse a seconda della facolta' e del settore disciplinare) alla formazione professionale, ed alla diffusione della cultura generale. Tuttavia essi svolgono, per una frazione degli studenti, anche il primo stadio della formazione alla ricerca.

Con la eccezione delle attivita' per la diffusione della cultura generale, sarebbe opportuno prevedere forme di contingentamento (numero chiuso o programmato) per le altre linee di formazione in modo da evitare di creare illusioni ... e illusi.
Sarebbe opportuno anche eventualmente uniformare ed estendere la durata del corso legale di laurea in modo da includere la attivita' di tesi e scoraggiare la eccessiva permanenza fuori corso.

Il corso legale e' riscattabile ai fini previdenziali.

La attivita' didattica relativa ai corsi di laurea e'

dottorato di ricerca

Il dottorato di ricerca deve diventare il canale principale (o unico) di formazione alla ricerca. Tutte le rimanenti forme (borse di studio, scuole di specializzazione o altre denominazioni) devono essere abolite e/o incorporate nei (equiparate ai) corsi di dottorato.

La determinazione del numero di posti di dottorato, la selezione dei candidati ed il conferimento del titolo deve avvenire su base locale (presso le singole sedi di dottorato).
Una sede di dottorato puo' essere una singola universita', o un consorzio tra piu' istituzioni universitarie affini anche non co-locate, o un consorzio tra istituzioni universitarie ed enti di ricerca (in genere co-locati nella stessa area urbana).
In particolare i ricercatori degli enti pubblici di ricerca possono essere advisor di tesi di dottorato e membri degli organi e collegi di dottorato a pari titolo degli universitari, nell'ambito di apposite convenzioni per settori disciplinari.

E' possibile prevedere un divieto di svolgere il dottorato nella stessa sede (o citta') ove si e' conseguito il diploma di laurea, oppure trovare forme di incentivo alla mobilita' tra istituzioni diverse in questa fase.
Dovrebbe essere obbligatorio (perlomeno per tutti quei settori disciplinari dove cio' ha senso) passare almeno meta' della durata del periodo di dottorato presso una istituzione estera.

La selezione dei candidati avviene con un colloquio in base a un profilo ben specifico. I profili vengono determinati in base alle linee di ricerca in atto nelle istituzioni (inclusi gli enti di ricerca) della area geografica della sede di dottorato, in base a quanto presentato dai ricercatori degli stessi. I profili possono essere anche in eccesso rispetto al numero di posti, ma sono resi noti preventivamente, ed il candidato deve specificare il profilo corrispondente alla sua competenza di ricerca e venire valutato su questa. Sono oggetto della valutazione la tesi di laurea, eventuali altre pubblicazioni ed un colloquio (che puo' opzionalmente includere un tema scritto). Sono selezionati i candidati meglio valutati, anche se cio' comporta che taluni profili restino scoperti.

Nel caso di profili messi a disposizione da un gruppo di un ente di ricerca, finalizzati ad un progetto specifico, e finanziati dallo stesso ente con fondi dedicati a tale progetto (forse si puo' estendere tale norma anche alle universita'), la selezione deve avvenire separatamente e sotto il controllo del gruppo proponente.

La selezione puo' avvenire anche in periodi diversi dell'anno, e vi possono partecipare sub condicione anche laureandi prossimi al conseguimento della laurea, in modo da minimizzare il periodo tra l'esame di laurea e l'inizio delle attivita' di dottorato.
Parimenti al termine del periodo di dottorato l'esame finale per il conseguimento del titolo deve essere immediato, e rilasciare da subito dichiarazioni atte a documentare il conseguimento del titolo per l'inclusione nel curriculum del futuro ricercatore.

La attivita' di dottorato e' retribuita con una borsa di studio pari al 70% dello stipendio del ricercatore a livello iniziale. Essa e' riscattabile ai fini previdenziali. Le assicurazioni sanitaria e antiinfortunistica sono a cura dell'universita' (o dello ente nel caso di profili su progetti e fondi specifici).
Una eccezione e' possibile per i cittadini stranieri (non comunitari), ai quali (o al loro governo) puo' essere richiesta una tassa di iscrizione e di avere disponibilita' di fondi per il sostentamento.

La attivita' di dottorato consiste prevalentemente nello svolgimento di normale attivita' di ricerca entro un progetto esistente e si conclude con la presentazione di una tesi riassuntiva (anche in lingua straniera) secondo il modello olandese a cui sono allegate tutte le pubblicazioni del periodo.

La durata della attivita' di dottorato e' stabilita all'atto della selezione in dipendenza dal particolare progetto, tra un minimo di due e un massimo di quattro anni. E' possibile, su richiesta dell'ente ospitante il dottorato (che deve provvedere i fondi relativi), e giustificata da particolari motivazioni relative allo svolgimento del progetto, una unica estensione di 6 mesi aggiuntivi.
La articolazione della attivita' non e' soggetta a limiti di orario, periodi di ferie ecc. in quanto non costituisce formale rapporto di lavoro.

Personalmente sarei favorevole a che la attivita' di dottorato fosse incompatibile con qualsiasi altra attivita' lavorativa retribuita o meno, ed in particolare che fosse vietata l'attivita' didattica, ma potrebbe anche essere percorribile una via di Teaching Assistantships retribuite.

borse di studio

Tutte le altre forme di borse di studio per la formazione alla ricerca. conferite quale esclusivo mezzo di sussistenza, sono abolite.
Le borse di studio restano una forma di finanziamento aggiuntivo (da affiancare o sostituire allo stipendio) per consentire le visite di ricercatori da una istituzione all'altra (tipicamente per visitatori italiani presso istituzioni estere, o per visitatori esteri presso istituzioni italiane)

Reclutamento e carriera del personale di ricerca

Per il momento continuo a mantenere lo schema tradizionale per cui Il personale ricercatore-docente delle universita' e degli enti pubblici di ricerca che svolge attivita' di ricerca a tempo pieno e' inquadrato su tre fasce unitarie. Ai fini transitori l'inquadramento dai livelli esistenti avviene come sotto indicato.
Quanto di seguito si applica al personale laureato, mentre la casistica per eventuale personale non laureato e' presentata piu' oltre.

Nella transizione sono ovviamente fatti salvi i migliori trattamenti economici preesistenti, ove applicabili.

Lo stipendio di ogni fascia e' pari al 70% di quello della fascia immediatamente superiore a parita' di anzianita' di carriera.

reclutamento iniziale

Il reclutamento dei ricercatori avviene di norma nella fascia iniziale, mentre la progressione di carriera porta da una fascia alla successiva.

Requisito minimo per l'accesso alla fascia iniziale e' il possesso di almeno di tre anni di esperienza di ricerca, ottenute normalmente tramite la partecipazione a un corso di dottorato in Italia o ad attivita' equivalente all'estero. Poiche' la esperienza viene valutata in base alle pubblicazioni che attestano il lavoro svolto, non e' necessaria la presentazione di un documento formale.
In casi in cui l'esperienza e' stata ottenuta con altre forme di attivita' presso organizzazioni di ricerca (ed in particolare per tutti coloro che si sono laureati anteriormente alla istituzione del dottorato in Italia piu' un margine di tre anni) si prescinde totalmente da tale titolo.

La selezione avviene tramite la valutazione dei titoli ed un colloquio su un profilo di ricerca specifico per ogni singola posizione.

Successivamente alla selezione favorevole, il ricercatore e' inquadrato di norma nel primo gradino della fascia iniziale, ma tale inquadramento puo' avvenire anche nei gradini superiori in base all'eta' e all'esperienza, su raccomandazione della commissione di selezione.

E' possibile prevedere che i primi tre anni di permanenza nella fascia iniziale (postdoc) siano oggetto di un contratto a tempo determinato. Eventuali contratti successivi a tempo determinato devono essere della forma tenure track.

Quanto sopra si applica a posizioni di ricerca generiche. E' possibile avere anche contratti a tempo determinato legati a un particolare progetto di ricerca (ed al relativo finanziamento). Tale finanziamento deve prevedere dall'inizio fondi per una durata tipica di 5 anni e comunque non inferiore ai 3, senza necessita' di pratiche burocratiche per rinnovi annuali.
E' possibile avere una durata inferiore per esigenze specifiche di un progetto. Cosi' pure per particolari progetti si puo' prevedere che in caso di terminazione anticipata per motivi contingenti del progetto (p.es. nel caso di missioni spaziali) i contratti relativi vengano risolti anticipatamente, comunque con un margine di preavviso di 6 mesi.
I contratti legati a progetti possono prevedere inquadramenti iniziali con anzianita' superiore a 0 nella fascia iniziale, o anche nelle fasce successive.

In ogni caso il trattamento economico e la progressione di carriera per un contratto a tempo determinato sono identiche a quelle delle posizioni di ruolo di pari livello. Inoltre in caso di ulteriori contratti o di reclutamento in ruolo, va previsto il recupero possibilmente integrale della anzianita' di qualifica, secondo la formula "according to age and experience".

micro-progressione di carriera

All'interno di una data fascia, la micro-progressione di carriera avviene su gradini con cadenza normale tra 2 e 3 anni.
L'avanzamento da un gradino al successivo e' subordinato al parere favorevole di un organo di autogoverno locale e/o di un visiting committee.

Tali organi possono proporre (anche su richiesta dell'interessato ? o solo autonomamente ?) il conferimento di un avanzamento anticipato, in presenza di condizioni di valutazione particolarmente favorevoli, e della disponibilita' finanziaria.

Tali organi possono disporre, in presenza di condizioni di valutazione sfavorevoli, il rinvio dell'avanzamento di un anno per quante volte e con che modalita' di ricorso da parte dell'interessato ?

macro-progressione di carriera

La macro-progressione di carriera e' costituita dall'avanzamento da una fascia alla successiva.

Essa avviene ordinariamente su base locale, o perlomeno non e' richiesto obbligatoriamente alcun cambio di sede per il passaggio ad una fascia successiva.

Le modalita' esatte dipendono dall'obiettivo della valutazione discussa piu' oltre. In uno schema simile all'attuale si puo' pensare che ogni anno una commissione nazionale (la cui composizione e' aggiornata con una rotazione periodica) valuti, senza necessita' di domanda da parte degli interessati, la idoneita' alla fascia superiore, in base a [un elenco di] pubblicazioni e altro materiale presentato di routine alla organizzazione di ricerca di affiliazione.
Gli idonei potranno poi partecipare su richiesta alle selezioni per la progressione di carriera in sede o per trasferimento, bandite in funzione della disponibilita' finanziaria.

In ogni caso l'inquadramento avviene di norma nel gradino della nuova fascia corrispondente ai due terzi della anzianita' nella fascia di provienienza. pero' e' possibile negoziare condizioni piu' favorevoli in base all'eta' e all'esperienza.

Uno schema alternativo (o complementare ?) puo' prevedere invece una "job offer" in una delle fasce superiori alla iniziale legata ad un profilo o attivita' specifica. In tal caso la valutazione durante la selezione vertera' sulla competenza per tale lavoro specifico.
Tale schema puo' applicarsi sia a contratti a tempo determinato legati a progetti, sia ad attivita' di particolare responsabilita' a tempo indeterminato. Esso puo' inoltre usufruire delle facilitazioni alla mobilita' (distacchi a tempo determinato).

personale tecnico ricercatore

Questo documento non si applica al personale amministrativo e tecnico che svolge funzioni di servizi generali (inclusi quelli per gli studenti nelle universita') o di supporto esecutivo alla ricerca, e che e' sottoposto al contratto nazionale di lavoro (unificato per tutte le organizzazioni di ricerca)
Esso si applica invece alle due situazioni seguenti :

valutazione

Sono possibili diversi tipi di valutazione della attivita' di ricerca, che probabilmente saranno tutti necessari in fasi diverse. Lo scopo della valutazione e' quello di dare incentivi o disincentivi, che possono essere di natura economica (retribuzione, finanziamenti) o scientifici (possibilita' di svolgere determinati progetti).

Affiliazione e mobilita' del personale di ricerca

Il personale di ricerca puo' essere affiliato de facto a piu' entita' di dimensione e natura diverse, quali gruppi o unita' di ricerca senza natura giuridica o formale, istituti o organizzazioni di ricerca con uno status formale e/o una personalita' giuridica, e a [piu'] strutture legate a un particolare progetto o attivita' didattica (p.es. Consigli di Corso di Laurea, o di dottorato).

Per mobilita' si intendono tutti i meccanismi atti a favorire il passaggio tra tali entita' per un migliore e piu' efficiente svolgimento della attivita' di ricerca e non un inutile e vessatorio obbligo di cambio di sede ai fini della progressione di carriera.

unita' di ricerca

Una unita' o gruppo di ricerca e' un insieme di ricercatori che svolgono una attivita' di ricerca simile, normalmente in una unica stessa sede. Tale unita' di ricerca non ha normalmente personalita' giuridica ne' e' costituita con atto formale, ne' ha necessita' di avere ufficialmente un direttore o altro responsabile formale.
Essa in genere e' parte o afferisce a un istituto o altro organo. Essa accede ai finanziamenti ordinari, alle risorse (p.es. di calcolo o di laboratorio) ed alla manodopera tecnica di tale organo, in base ad arrangiamenti locali (informali).

Le unita' di ricerca si costituiscono in modo dinamico come e quando necessario secondo le esigenze dei vari progetti.
Tipicamente questo riguarda progetti piccoli o linee di ricerca a breve o lungo termine e che comunque non richiedono investimenti e/o infrastrutture di grandi dimensioni (per cui si veda piu' oltre)

istituti ed organi di ricerca

Un organo di ricerca ha uno status formale, vuoi entro una piu' vasta organizzazione, vuoi direttamente con personalita' giuridica propria.
Esso ha un direttore, degli organi di autogoverno, del personale amministrativo proprio.
Dispone di risorse e personale tecnico. Riceve ed amministra i finanziamenti ordinari, salvo arrangiamenti particolari entro la organizzazione a cui afferisce.

La affiliazione dei ricercatori viene normalmente riferita a tale organo, indipendentemente dal fatto che esso sia composto formalmente o informalmente da piu' unita' di ricerca.

Normalmente un organo e' costituito con un atto formale a tempo indeterminato, ma e' possibile prevedere modifiche sul lungo periodo.
Un organo puo' articolarsi anche in modo formale in unita' di ricerca e sedi diverse.

progetti di ricerca

Per "progetto" si intende qui una linea di ricerca di ampio respiro, estesa nel tempo a medio termine, che richiede l'uso o la realizzazione di infrastrutture di grandi dimensioni (p.es. missioni spaziali, acceleratori di particelle) ed investimenti notevoli, da richiedere con un finanziamento dedicato al di fuori della dotazione ordinaria.

Un progetto puo' coinvolgere una collaborazione tra vari istituti. Un ricercatore puo' partecipare a un singolo progetto, oppure, secondo le proprie competenze, a piu' progetti a tempo parziale.
Scopo della mobilita' e' favorire ed incentivare l'accentramento delle attivita' e del personale di un [sotto]progetto presso una singola sede. Tramite la mobilita' e la disponibilita' di una quantita' adeguata di manodopera va incentivato anche il fatto che ogni ricercatore si dedichi per quanto possibile a un singolo progetto.

Un progetto ha almeno un coordinatore, ed eventualmente altri ruoli di responsabilita', scelte informalmente per comune consenso tra i partecipanti. E' possibile prevedere una integrazione retributiva per tali posizioni, a carico del finanziamento del progetto. Cosi' pure un progetto puo' attivare su tali fondi contratti a tempo determinato per acquisire personale aggiuntivo.

Un progetto utilizza sia personale ed attrezzature proprie, sia quello messo a disposizione dal/gli istituto/i partecipanti. Uno degli istituti o organizzazioni partecipanti cura la gestione dei fondi relativi con proprio personale amministrativo anche non dedicato.
Le organizzazioni di ricerca devono pero' prevedere una pool di personale amministrativo da mettere a esclusiva disposizione per le attivita' di segreteria di progetto, in ragione di una persona ogni n TBD persone partecipanti al progetto.

esempi

Si danno alcuni esempi di articolazione di organizzazioni esistenti. Anche se potrebbe essere desiderabile una maggiore uniformita', essa non pare probabile per motivi storici. Tuttavia quanto detto sopra sulla articolazione informale in unita' di ricerca e progetti, unita ad una dose di buonsenso nella applicazione dei regolamenti, dovrebbe consentire di eliminare le inutili vessazioni burocratiche.

Una universita' si articola normalmente a livelli diversi per la didattica e la ricerca. Essa ha organi di autogoverno formali al livello della organizzazione complessiva, ed a taluni dei livelli inferiori.

Il CNR ha la articolazione sotto indicata. Gli organi di governo formali a livello centrale e di organo andrebbero resi piu' propriamente di autogoverno di quanto non siano. L' INFN (mi corregga chi lo conosce meglio) e' un esempio di ente monodisciplinare articolato territorialmente in sezioni (che corrispondono al livello definito sopra come "istituti o organi") ed in ulteriori unita' di ricerca.

Gli Osservatori astronomici sono un esempio di enti monodisciplinari in cui il livello dell'organo ha anche personalita' giuridica. Esso puo' poi articolarsi su piu' sedi geograficamente distinte, e queste eventualmente in unita' di ricerca.

mobilita'

Le organizzazioni di ricerca della stessa disciplina situate nella stessa area urbana (p.es. istituti CNR, Osservatori e universita') stipulano tra loro delle convenzioni (eventualmente secondo uno schema quadro standard) per cui, senza oneri ne' obblighi aggiuntivi per nessuna delle parti, e' possibile al personale di una istituzione prestare servizio presso una altra istituzione per alcune ore al giorno (p.es. a personale di EPR tenere [parti di] corsi universitari gratuiti, oppure a personale di una qualsiasi istituzione avere una collaborazione in un'altra).

Le stesse convenzioni possono essere stipulate tra istituzioni non colocate geograficamente. In tal caso l'istituzione ricevente il servizio corrispondera' al ricercatore il rimborso delle spese di viaggio presso la propria sede.

Nel caso lo scambio di personale tra istituzioni situate nella stessa area urbana richieda il trasferimento permanente per l'intera giornata per un periodo di media durata (fino a 6 TBD mesi), in alternativa al meccanismo di cui sopra, e' possibile prevedere un distacco retribuito, in cui lo stipendio del ricercatore viene pagato, a parita' di inquadramento, dalla istituzione ricevente.

Nel caso di scambio a tempo pieno per periodi fino a 6 TBD mesi tra istituzioni non colocate geograficamente, cio' e' regolato mediante il trattamento di missione a carico di una delle due istituzioni (di norma quella ricevente).

Qualora lo scambio di personale tra unita' di ricerca sia necessario per un periodo piu' lungo (comunque inferiore a 5 TBD anni), in particolare per la costituzione del team di un progetto il meccanismo da utilizzare e' quello del distacco retribuito, in cui lo stipendio del ricercatore viene pagato, a parita' di inquadramento, dalla istituzione ricevente.

E' possibile prevedere anche forme di distacco (comando) all'estero, presso organizzazioni internazionali, istituzione estere e sedi estere di istituzioni italiane. In tal caso il ricercatore rimane nei ruoli dell'istituzione di provenienza, che cessa la corresponsione degli stipendi ma non dei contributi sociali, mentre lo stipendio e' pagato dalla istituzione ricevente. Il ricercatore permane nei ruoli dell'istituzione di provenienza e matura la normale progressione di carriera.

Il trasferimento per distacco o comando hanno luogo o su sollecito di una delle due istituzioni con il consenso del ricercatore e il parere favorevole della altra istituzione, o su richiesta del ricercatore e con il parere favorevole delle due istituzioni. Il trasferimento permanente ha luogo solo nella seconda modalita'.
In caso di trasferimento su sollecito sono da prevedere incentivi in forma di una "relocation allowance", spese di viaggio e/o trasloco, e/o agevolazioni fiscali per il cambio della abitazione.

Una ulteriore forma di mobilita' e' il congedo per motivi di studio, o sabbatico, ossia il caso in cui il ricercatore si sposta presso una istituzione estera per un periodo superiore ai 6 TBD mesi ed inferiore ai 5 TBD oppure meno ? anni. Tale congedo puo' essere finanziato dalla istituzione ospitante o con una borsa di studio. Il ricercatore deve rendere noto l'ammontare di tale finanziamento alla istituzione di affiliazione permanente, che puo' disporre di continuare a corrispondere o di sospendere lo stipendio in ragione di tale cifra e del costo della vita nei due paesi.
I contributi sociali e la progressione di carriera sono comunque regolati come nel caso del distacco all'estero.
La somma dei congedi sabbatici non puo' superare i 5 TBD anni per decennio. Il congedo sabbatico puo' venire negato per motivi di servizio, ma il ricercatore ha comunque diritto a 2 TBD anni per decennio.

direzione e incarichi di responsabilita'

Sono posizioni formali quella di Direttore di un organo o istituto, nonche' quelle dei livelli superiori (p.es. Preside di Facolta', Rettore di universita', Presidente di ente). A tali posizioni puo' corrispondere una indennita' economica. Tali posizioni comportano la responsabilita' economica sui relativi finanziamenti.

Altre posizioni formali sono quelle di membri di consigli direttivi, visiting committees e altri comitati.

Tutte tali posizioni vanno coperte rispettando il principio dell'autogoverno.

In aggiunta ogni organo o istituto ha un Consiglio Scientifico o struttura analoga, costituita dalla assemblea del personale ricercatore di ruolo o a contratto ma esclusi i collaboratori esterni.

Per il conferimento degli incarichi di direzione sono possibili diversi meccanismi, di cui sono da valutare pro e contro

In ogni caso, per facilitare il ricambio, andrebbe considerato un numero massimo di mandati (p.es. 2) per gli incarichi di direzione, mentre l'appartenenza a comitati di qualsiasi genere dovrebbe essere consentita per un solo mandato.

Organizzazione della ricerca

sede ed orario di lavoro

La sede di lavoro e' l'istituto (o sua sede staccata) che e' il normale luogo di servizio (anche considerando la mobilita'). E' considerato lavoro in sede anche quello svolto presso istituzioni affini nella stessa area urbana (questo include eventuale attivita' didattica o di ricerca prestata ai sensi di collaborazioni, la partecipazione a seminari, congressi e riunioni di lavoro presso altre organizzazioni di ricerca, industrie, o altre sedi).

E' considerato lavoro fuori sede quello svolto in missione o in congedo.

Il ricercatore, quando in sede (e non in ferie o malattia), e' tenuto ad un orario minimo settimanale medio p.es. di 35-37 ore
Il ricercatore ha facolta' di lavorare in eccesso a tale orario minimo, senza che questo comporti variazione alla retribuzione, che e' omnicomprensiva.
Il ricercatore ha facolta' di distribuire il tempo di lavoro in sede liberamente secondo le esigenze delle attivita' di ricerca in corso.
Il ricercatore autocertifica mensilmente di avere ottemperato all'orario minimo, tenendo conto anche dei mesi precedenti.

Il ricercatore ha diritto all'accesso alle strutture dell'istituto a cui afferisce in qualsiasi momento. L'istituto rimane aperto durante il normale ragionevole orario di ufficio (p.es. 8-20 Lun-Ven e 8-12 Sab). L'accesso durante le rimanenti ore puo' essere soggetto a norme di sicurezza (p.es. servizi di guardiania, obbligo di registrare la firma all'ingresso) ma deve essere sempre consentito. Il ricercatore ha il diritto di chiedere ed ottenere le chiavi per l'accesso.

Il ricercatore ha diritto all'uso delle facilities istituzionali (e di quante altre ottenute su fondi di progetti a cui afferisce) per le attivita' di ricerca, nonche' per attivita' culturali e per le attivita' di consulenza dell'istituto.

Il ricercatore ha diritto di godere delle ferie maturate durante un dato anno solare entro l'intero anno solare successivo.

trattamento di missione

Si da' luogo a trattamento di missione ogni qual volta il lavoro di ricerca (incluse riunioni di lavoro e partecipazione a congressi) deve essere svolto fuori dalla area urbana della sede di lavoro. E' possibile recarsi in missione sia su fondi dell'organo a cui si afferisce, sia a spese di terzi.

Il ricercatore ha diritto ad ottenere prima dell'inizio della missione tutti i documenti di viaggio (acquistati direttamente dall'istituto) ed un anticipo pari a una frazione ragionevole delle spese previste (incluso il 100% delle spese di registrazione per congressi).
Tale anticipo potra' essere richiesto (anche parzialmente) o in contanti, o per accredito su conto corrente bancario. Nel caso di missioni all'estero, parte dell'anticipo potra' essere richiesto (a cura dell'istituto) in valuta estera contante.

In caso di missione a carico di terzi il ricercatore potra' ottenere un anticipo dallo istituto di afferenza in qualita' di sospeso di cassa, che dovra' restituire non appena ricevuta la liquidazione della missione, e comunque entro l'anno fiscale corrente.

In caso di missioni all'estero per cui sia obbligatorio l'uso del passaporto o del visto, il ricercatore ha diritto al rimborso dei costi relativi (incluso il bollo del passaporto se dovuto).

Il trattamento di missione e' finalizzato al rimborso delle spese vive e non costituisce una indennita'. Pertanto si dovra' tendere ad uniformare il trattamento di missione in Italia e all'estero per coprire quanto segue, senza cifre forfettarie addizionali :

L'uso di biglietti di viaggio a condizioni scontate e' consentito qualora consenta un risparmio e non interferisca con la prontezza del viaggio o del ritorno.

Il trattamento di missione compete per i giorni feriali (Lun-Ven), nonche' per le giornate di sabato e domenica e altri festivi qualora :

In tal caso il ricercatore ha diritto a una compensazione in termini di giornate di ferie aggiuntive.

Il trattamento di missione non compete per i giorni di sabato e domenica annessi all'inizio o alla fine di una missione (salvo i casi di cui sopra), cosi' come per i periodi di ferie annessi all'inizio, fine o durante una missione. Tali periodi di "private leave" vanno dichiarati preventivamente. E' consentito anticipare la partenza o ritardare il ritorno nei casi di "private leave" purche' cio' non costituisca un aggravio delle spese di viaggio.

La regolamentazione delle missioni dei ricercatori si estende al personale tecnico ed amministrativo per tutte le missioni per motivi di ricerca.

composizione della retribuzione

La retribuzione ordinaria del personale di ricerca e' di norma costituita da una unica voce omnicomprensiva, fatte salve eventuali indennita' obbligatorie per legge (assegni familiari, indennita' di rischio, altro ?)
Essa e' articolata temporalmente secondo la micro o macro progressione di carriera

A cio' si aggiunge il trattamento di missione ove necessario

Come/quando consentire e gestire il tempo parziale ?

E' possibile considerare integrazioni (a tempo determinato) alla retribuzione legate a particolari progetti (e a carico del relativo finanziamento), oppure a particolari incarichi (direzione o coordinamento). Non sono pero' sicuro che questo modello sia positivo

Occorre inoltre regolare la partecipazione ad eventuali utili, come per attivita' di consulenza, brevetti ecc. ma essendo questo non applicabile alla mia disciplina non sono in grado di commentare in merito.

gestione dei finanziamenti

La competenza per il pagamento degli stipendi (per la relativa disponibilita' finanziaria del personale di ruolo e generale, e per gli aspetti amministrativi di tutto il personale, anche quelli aventi contratti a tempo su fondi di progetto) spetta alla organizzazione di appartenenza. Cosi' pure la gestione del patrimonio edilizio e dei servizi generali.

I fondi per la dotazione ordinaria (oltre a luce, riscaldamento, telefono, cancelleria e materiali di consumo essi debbono includere anche spese per biblioteca, pubblicazioni, infrastrutture base di calcolo e/o laboratorio e un minimo di spese di missione per ricercatore) sono assegnati annualmente dalla organizzazione di appartenenza ai singoli organi o istituti e gestiti da questi. Essi possono disporre di conti bancari e portare eventuali fondi residui all'anno successivo.

I fondi richiesti ad una agenzia di finanziamento su un particolare progetto sono assegnati (su base annuale o pluriennale) ai singoli organi o istituti. Essi demandano la amministrazioni dei fondi per stipendi di contratti alla amministrazione della organizzazione di appartenenza. Essi hanno facolta' di demandare ad appositi uffici della organizzazione di appartenenza anche la amministrazione di parte dei fondi per contratti esterni di natura particolare, quando cio' sia loro conveniente. Per il resto gli istituti gestiscono tali fondi analogamente a quelli ordinari.

Infine e' da chiarire chi e' titolare dei fondi per la ricerca : il singolo ricercatore, il PI della proposta di ricerca, o il Direttore dell'organo ?