Riflessioni tiepidamente estive sulla prossima riforma INAF


Dopo sei stagioni citate nelle referenze di cui sotto, el Niño ci porta senza soverchie calure la settima ! E speriamo che bastino sette, e non settanta volte sette !

Lucio Chiappetti - IASF Milano - luglio/agosto 2007

Vedere anche in ordine cronologico inverso le referenze di gennaio 2007 (sulle richieste di dimissioni del Presidente), febbraio 2006 (sulle proposte pre-elettorali sull'INAF), aprile-dicembre 2004 (sulla riforma INAF), giugno 2003 (su INAF), febbraio 2003 ("riforma Moratti"), novembre 1999 (su CNR), agosto 1999 ("riforma Berlinguer"), e dicembre 1997.


[Considerazioni a inizio luglio] [Ulteriori note a meta' agosto] [Commenti alla riunione del 26 luglio (fine agosto)] [Considerazioni finali di fine agosto]

sulla riunione del 26 luglio

Introduzione

Faccio qui riferimento agli "appunti" (informali) presi dal Direttore del Dipartimento Strutture durante la riunione "assembleare" del 26 luglio e circolati ai Direttori il 29 luglio, e ricircolati internamente al nostro Istituto al ritorno del Direttore dalle ferie. Essi non sono stati circolati sulle mailing list dei dipendenti e associati, ma sono da intendere pubblici entro l'INAF. Chi non li avesse visti si rivolga quindi al proprio Direttore per averli.

Articolo i commenti in due parti :

Essi vanno ovviamente letti insieme a quelli gia' sollevati in precedenza sulla Bozza I e sulla Bozza II

Commenti positivi o neutri

  • Noto come la motivazione della riduzione dei membri degli Organi richiesta dalla legge di riforma sia probabilmente principalmente di natura economica (hanno in mente i CdA delle societa', con membri esterni lautamente retribuiti, ma tale modello non e' detto applicarsi a istituzioni di ricerca ove vi siano membri interni con incarichi "onorari").

  • Relativamente alla presentazione introduttiva della Commissione 3+3 sulla integrazione con l'Universita' in condizioni di reciprocita' (pag. 3) sono d'accordo in linea di principio, in pratica tuttavia mi pare finora essa sia stata attuata asimmetricamente (solo a favore delle Universita').

  • Concordo con l'obiezione di Setti (pag. 5; cfr. anche Cristiani a pag. 6 reiterato a pag. 7) contro la presenza di due giuridico-amministrativi nel CdA.
    In quanto al fatto che un membro del CdA sia un universitario associato all'INAF, e' una possibilita', come lo sarebbe quella di membri designati da ASI o INFN. Tuttavia la scelta di un universitario associato all'INAF in questo contesto ha una difficolta' di pure natura formale. Da una parte nel modello attuale, ove sono prescritti elettorati, dipendenti ed associati sono gia' equiparati. Dall'altra la delibera sulle associature con i suoi 6 commi presenta delle ambiguita'. E' ovvio che dipendenti ricercatori e tecnologi ed associati della docenza universitaria hanno ruoli consimili, ma separati da quelli di dipendenti tecnici e associati tecnici. E' anche ovvio che ruoli non troppo diversi (p.es. elettorato attivo ma non passivo) si possono considerare per il personale in quiescenza associato, e per quello "precario" associato anche fino ai dottorandi, ma non certamente per i laureandi. La cosa andrebbe chiarita in un futuro regolamento.

  • Concordo anche con la osservazione di Setti (pag. 6) sugli Uffici centrali e il coordinamento centrale. Cfr. anche Panella a pag. 7 anche se non sono chiare le conclusioni.

  • Su "Organi e organismi" e le osservazioni del Commissario (pag. 7 e 13) la distinzione formale e' piuttosto chiara. Al legislatore importa degli Organi perche' per lui sono quelli che costano. Ai dipendenti importa degli organismi perche' sono quelli con cui interagisce e quindi essi gradiscono la menzione negli statuti per vederne garantita l'esistenza. Dal punto di vista del dipendente lo statuto ("costituzione") va insieme ai Regolamenti previsti dallo statuto ("leggi costituzionali") ed e' poco disposto a prendere "a scatola chiusa".

  • Sono pienamente d'accordo con le osservazioni di Turatto (pag. 7) a favore di un modello simil-INFN

  • Sui commenti di Antonucci (pag. 8) concordo con la preferenza per un direttore interno alle strutture, ed anche sul fatto che in quanto a dipartimenti invece di uno ne sarebbero potuti bastare anche zero. Purtuttavia il coordinamento della gestione giornaliera delle strutture e quello del supporto dei progetti sono due cose abbastanza diverse.

  • Sono completamente d'accordo con l'osservazione del Commissario (pag. 9) che la rappresentativita' non dipenda dalla natura elettorale ma dalla competenza e dall'essere parte riconosciuta della comunita'.

  • Sono completamente d'accordo con l'osservazione di Caroli (pag. 9) che lo Statuto debba dire chi scrive i Regolamenti.

  • L'idea di Saraceno di sezioni nelle strutture (pag. 10) e' una possibilita' (da demandare ai regolamenti, o a sotto-statuti propri di ogni struttura ?).

  • Non comprendo perfettamente cosa c'entri con gli statuti la osservazione di Ubertini sul tenure track (pag. 12) ma solleva un problema serio e penso voglia indicare una cosa condivisibile. Il che ripropone la questione di tutti quegli aspetti "regolamentari" e non "statutari" di cui va detto chi se ne occupera'. Giustamente il Commissario solleva il problema della programmazione nazionale dei posti TD su fondi esterni (da qui pero' la necessita' di coordinare i progetti centralmente).

Commenti negativi o dubbi

  • Relativamente alla presentazione introduttiva della Commissione 3+3 sul fatto che le Strutture debbano consorziarsi per la gestione dei grandi progetti (pag. 3) noto come in passato un Consorzio di natura formale e' sempre stato impossibile per motivi legali (ricordo il caso di SAX, degli istituti CNR non potevano creare un Consorzio, perche' legalmente erano gia' la stessa cosa ... e questo varrebbe anche per le Strutture INAF). Immagino si intenda parlare di un consorzio scientifico e di una gestione concordata dei fondi. Questo e' certo possibile e si e' fatto con uno "steering committee" e non ha particolari problemi per la gestione scientifica. Tuttavia ha delle scomodita' e sovraccarichi burocratici che la costituzione del progetto in un unico centro di responsabilita' potrebbe semplificare di molto.

  • Nella stessa pagina si afferma che i comitati di macroarea restano in carica. Pur condividendone la valutazione positiva, di fatti tali comitati non sono dimissionari ?

  • In generale una richiesta di chiarimento. In piu' punti (a partire dall'intervento Fusi-Pecci a pag. 4, cfr. anche Pasian a pag. 8) nelle minute si parla pro o contro il fatto che i membri del Consiglio di Presidenza abbiano il ruolo di "Ministri". Immagino con cio' si intenda una funzione simile agli attuali direttori di dipartimento. Questo puo' essere positivo. Ma dove sta scritto ? La mia e' una obiezione di natura formale : se sono sorti dubbi sulla interpretazione del ruolo di queste persone vuol dire che la bozza di statuto e' incompleta. Non ci si puo' permettere che lo statuto lasci sottinteso delle cose. Se si vuole qualcosa, va scritto (chiaro, o in forma di framework se si vuole mantenere aperto a piu' possibilita').

  • Relativamente al punto sollevato da Setti (pag. 5/6) su quali incarichi debbano essere a tempo pieno e comportare una aspettativa, noto che, dal punto di vista del legislatore e del ministero delle Finanze si tratta di un falso problema, dato che comunque paga sempre lo Stato. Relativamente anche all'intervento di Costa sulla rimozione della aspettativa per i direttori di struttura non concordo. Dal punto di vista del personale dell'Ente, se un dato ruolo non consultivo e' affidato a un esterno, tale ruolo non puo' essere una sinecura o una etero-direzione, ma deve essere a tempo pieno integrando quindi l'esterno con una permanenza regolare nell'ente o presso la struttura. Diverso il caso di incarichi consultivi per cui potrebbe bastare un rimborso delle spese di missione.

  • Relativamente ai punti a pag. 8 sul diritto di voto del Direttore Amministrativo secondo me tale ruolo dovrebbe comportarne la presenza nei vari organi e consigli quale segretario senza diritto di voto, e con un ruolo di consulenza legale e di implementazione esecutiva delle delibere.

  • Sono in totale disaccordo con la proposta di Mantovani (pag. 9) sulla creazione di macrostrutture per banda spettrale. Pur riconoscendo le peculiarita' storiche della radioastronomia che potrebbero per loro giustificare tale scelta, in molti altri casi tale divisione e' artificiosa perche' da una parte le tematiche scientifiche non coincidono con le bande, e dall'altra perche' nelle attuali strutture ci sono persone (a volte le stesse) che lavorano in bande diverse. Se poi per ottico vs spaziale si vuole reintrodurre la distinzione Osservatori vs IASF e' ancora peggio ...

  • Non capisco bene il commento di Piro su progetti e dipartimenti (pag. 10). Secondo me un ruolo centralizzato (del CS ? cfr. anche Feretti) a pag. 11) nel decidere - in fase di pre-AO a ESA, ESO o ASI - quali progetti supportare e' necessario (specie in presenza di proposte alternative). Una volta che il progetto e' approvato secondo me resta piu' pratico che la gestione dei fondi sia fatta in un luogo solo, presso un ufficio amministrativo distaccato presso la struttura del PI, anche se il personale partecipante si trova dislocato in piu' strutture.

  • Non concordo con l'idea di Saraceno di organici di struttura (pag. 10) particolarmente se eccessivamente dettagliati (p.es. allocazioni fisse tra le tre fasce per la progressione di carriera). L'avanzamento di carriera dovrebbe essere unico a livello di ente, non lottizzato per strutture. Diverso forse il caso del reclutamento (incoraggiando lo staffing dei progetti col personale di ruolo, e considerando personale a TD solo in casi di competenze molto specifiche per i progetti).

  • Sulla obiezione di Costa al modello INFN sulla base dei vincoli finanziari di legge, citati anche piu' sopra, noto che sarebbe possibile venire incontro allo spirito della legge prevedendo che molti incarichi (sicuramente il CS), attribuiti a interni, a associati o al limite anche a stranieri, non prevedano ne' compensi, ne' retribuzioni, ne' gettoni di presenza ma il solo rimborso delle spese di missione

  • Sulle osservazioni di Setti su CS e CdA (pag. 11) mi viene da dire che da una parte esistono questioni di "piccola scienza" che si fanno benissimo nelle strutture (salvo l'aspetto finanziario), altre di gestione della routine quotidiana (incluso il finanziamento della piccola scienza) che bene o male il dipartimento strutture ha fatto ; altri aspetti come le scelte di "grandi temi" (che non siano "progetti" nel senso indicato sotto) sono piu' cose da Macroaree o CS ; mentre le scelte relative ai "progetti" in senso di missioni spaziali o strumenti di piano focale richiedono una valutazione scientifica (CS) e poi la formalizzazione del supporto. Il CdA dovrebbe occuparsi di questa, come della formalizzazione di tutte le altre delibere, previa "istruzione della pratica" dai livelli sottostanti. Ha ragione Valsecchi (pag. 11) che tante delibere del CdA erano "petty items" ma ho il sospetto che lo imponga la legge ...

  • Non condivido lo schema del Commissario (pag. 13) di un Direttore Scientifico. Il rischio e' quello di un dualismo. In realta' non ho mai capito quegli enti che avevano un Presidente e un Direttore Generale, ed ho sempre osservato conflitti (CNR, ASI). Il caso in cui ASI ha avuto un Direttore Scientifico affiatato col Presidente e' una eccezione, dovuta anche alla natura dell'ASI in cui la scienza e' un'area scorporabile dal grosso delle altre attivita'. Ma per l'INAF che fa solo scienza, il Presidente e' il Director of Science, e il Direttore Amministrativo e' il suo braccio esecutivo subordinato. Se pero' si vuol dire che sia utili avere centralmente dei "cirenei" di provenienza scientifica che coordinino le cose, come gli attuali direttori di dipartimento, allora e' vero. Ma non potrebbero essere i famosi "ministri del consiglio di presidenza" ?

  • Sulla questione comparto universita' e ricerca menzionata dal Commissario (pag. 14) sono tendenzialmente contrario a riaprire una questione morta e sepolta. L'esistenza all'interno dello stesso ente di potenzialmente 4 statuti contrattuali diversi (comparto ricerca T/A, comparto universita' T/A, comparto ricerca R&T, stato giuridico astronomi) e' assurdo. Non sono in grado di valutare sulle questioni delle equiparazioni T/A (anche se l'impressione che ho e' che il sistema del comparto ricerca sia piu' razionale ... e piu' vantaggioso per il personale). E' invece ben vero che gli astronomi godevano di uno status di interscambiabilita' con la docenza universitaria, ma reintrodurre una condizione privilegiata a scapito degli R&T ex-CNR e' deleterio (avrebbe senso una unitarieta' delle posizioni di docenti universitari e R&T di tutti gli enti di ricerca ... ma e' dai tempi di Ruberti che ahime' non se ne parla).

  • Pur concordando con l'esigenza di non continuare un dibattito infinito desta preoccupazione la disposizione del Commissario (pag. 14) di non circolare la bozza finale, specie se sara' radicalmente diversa dalle precedenti, e comunque quantomeno per informazione. Andrebbe invece anzi esplicitata (anche per la stesura dei futuri Regolamenti) una procedura che prevedesse il dovere di informare il personale, con la possibilita' che questo, individualmente o collettivamente e non necessariamente secondo i canali sindacali, sottoponesse osservazioni entro una deadline definita (una procedura simile era stata applicata al CNR alcuni anni fa).

Considerazioni finali

Introduzione

Riassumo qui in maniera schematica e concisa i miei commenti finali sulla materia dello statuto (rimando separatamente ai
contro-commenti alle osservazioni dei colleghi partecipanti alla riunione del 26 luglio, e a quelli alla Bozza I e Bozza II).
Come di consueto uso font diversi per items che nella situazione attuale sono gia' accettabili oppure richiederebbero modifiche.

Considerazioni puntuali

  • Chiarimento procedurale : va chiarito in modo autoritativo se l'attuale "esercizio" di generazione di "bozze di statuto" sia da considerare :
    • un esercizio istruttorio rispetto alla procedura definitiva che sara' prevista ultimato l'iter parlamentare e ministeriale del decreto delegato di riforma. Se sara cioe' necessario rieleggere un CS secondo i vecchi statuti e demandare a questo la formulazione finale dei nuovi statuti.
    • un esercizio sostitutivo rispetto alla procedura del decreto delegato, in mancanza del CS, ma in qualche modo arbitrario
    • un esercizio sostitutivo rispetto alla procedura del decreto delegato, sostitutivo del CS per autorita' commissariale.

  • Procedura di consultazione del personale : Quale che sia la risposta alla domanda precedente, sarebbe opportuno che la procedura prevedesse che almeno al termine della stesura dello Statuto vi fosse una fase di consultazione del personale, con un termine entro cui i singoli membri del personale, loro arbitrari raggruppamenti, nonche' ma non solo le organizzazioni sindacali, possano fare pervenire ossservazioni, prima della entrata in vigore definitiva.
    Sarebbe opportuno che tale procedura di consultazione fosse inclusa nello Statuto stesso in materia di future revisioni dello Statuto.
    Sarebbe opportuno che analoga procedura di consultazione fosse prevista dallo Statuto in materia di prima emissione o di revisione dei Regolamenti Statutari.

  • Regolamenti Statutari : Dando per scontato che lo Statuto e' come la Costituzione dell'Ente, tra i possibili regolamenti ve ne sono alcuni (i tre di Organizzazione e Funzionamento, di Contabilita' e del Personale gia' individuati nello Statuto) che hanno un ruolo di "leggi costituzionali" (e che nel seguito chiamero' Regolamenti Statutari) mentre gli altri regolamenti (dalle missioni alle pari opportunita' al vattelapesca) hanno un "banale" carattere di "leggi ordinarie".
    Almeno per i Regolamenti Statutari lo Statuto dovrebbe indicare esplicitamente l'organismo responsabile di scriverli sia in prima stesura che per le future revisioni.
    Tale organismo dovrebbe avere natura rappresentativa del personale, p.es. coincidendo col CS o venendo da esso nominato.
    Dovrebbe essere prevista una procedura di consultazione come detto piu' sopra
    Per i regolamenti minori non sarebbe necessario ne' indicare qui chi li scrive (ma potrebbero indicarlo i Regolamenti Statutari stessi) ne' assegnare il compito a un organismo rappresentativo (potrebbe farlo il CdA o sua emanazione).

  • Il Presidente : dovrebbe essere un competente scienziato, scelto o tra i dipendenti dell'INAF del grado apicale (dirigenti di ricerca e astronomi ordinari), o tra i professori ordinari associati all'INAF, o tra scienziati italiani o stranieri provenienti da istituzioni internazionali o estere (per quanto vi sia il dubbio che un non italiano non possa facilmente tenere i contatti istituzionali).
    Procedura di selezione : quella prevista dal decreto delegato.
    Durata come da bozza (don't care).
    Ripetibilita' una volta sola.
    Incarico a tempo pieno (quindi con aspettativa).
    Indennita' stabilita o dal Ministero o dal CdA.

  • Organi e organismi : Data la richiesta della legge di ridurre gli Organi, quello di prevedere almeno per nome gli altri organismi e' un ovvio escamotage (d'altra parte esisteva gia' un articolo sulle strutture ... si ricordi che qualche riforma fa nel CNR gli Istituti, ossia le strutture, erano esse Organi !)
    Mantenere la menzione di tali organismi da' al personale qualche garanzia che i futuri Regolamenti Statutari non saranno del tutto arbitrari.

    Un ulteriore escamotage per venire incontro allo spirito della legge (ridurre i costi) e' quello di prevedere che la maggior parte degli incarichi non a tempo pieno siano di natura onoraria, senza indennita', compensi o gettoni, ma solo la normale indennita' di missione. In tal modo si potrebbe p.es. riportare il numero di membri del CS a quello presente.
  • Revisori dei conti e Comitato di Valutazione : Nelle forme prescritte dalla legge.
    Composizione, selezione, durate, ripetibilita'. compenso : don't care

  • CdA : L'organismo facente funzione di CdA deve idealmente essere piccolo. Potrebbe essere tanto piccolo da non richiedere una divisione in un "esecutivo" piu' piccolo (Comitato di Presidenza rispetto Consiglio Direttivo il che consentirebbe di rimpolpare il CS). Un CP di 4 membri rispetto a un CD di 6 non ha senso. Un CP di 2 si' ma allora forse il CD e' troppo grande e non si capisce bene a cosa serve. Mentre a cosa serva l'esecutivo e' chiaro.
  • Membri di nomina ministeriale nel CdA : Non e' ne' utile ne' necessario in alcun modo restringere la scelta dei membri di nomina ministeriale a esperti giuridico-amministrativi. Al massimo si puo' lasciare tale ulteriore possibilita' al ministero tra altre, ma sarebbe preferibile che anche i membri di nomina ministeriale abbiano natura e competenza scientifica.
  • Membri del CdA : Per i membri non eletti, la competenza (scientifica) e la provenienza (dipendenti INAF, associati INAF universitari, altri astronomi italiani o stranieri) dovrebbe essere analoga a quella indicata per il presidente (salvo non necessariamente richiedere espressamente che siano ordinari). Va pero' indicata nello statuto. Non va precluso, anzi incoraggiato che siano interni e/o associati all'INAF salvo eventualmente prevedere dei rappresentanti ASI o INFN (qui o nel CS ?) analogamento a quanto fa INFN con CNR e ENEA.
    Procedura di selezione : salvo per quelli di eventuale nomina esterna, va bene una nomina dai livelli inferiori (CS allargato con partecipazione Direttori ? e il Presidente non dice niente ?).
    Durata don't care.
    Ripetibilita' una volta sola o anche nessuna.

    Incarico a tempo pieno solo per gli eventuali c.d. ministri.
    Nessuna indennita', compenso o gettone ma solo trattamento di missione.
  • "C.d. ministri" : E' abbastanza positivo che nel CP o CdA siedano figure esecutive equivalenti agli attuali direttori di dipartimento. Tuttavia andrebbe chiarita meglio la questione della "delega". Si tratta di deleghe rigide fissate dal regolamento (come gli attuali dipartimenti, o i ministeri principali del governo) o flessibile (come gli assessori nei comuni) ? Chi assegna i tipi di deleghe (ammesso che ogni "c.d. ministro" abbia una delega specifica come attuali strutture vs progetti) ? Il Presidente, il CdA stesso o il CS ? Mentre l'ultimo parrebbe da escludere, non e' pero' pensabile che il CS elegga i membri del CdA destinati a diventare "c.d. ministri" insieme agli altri senza avere gia' una chiara idea di chi sara' "c.d. ministro" e chi no. Anche perche' i "c.d. ministri" dovranno avere una buona conoscenza dei meccanismi interni e quindi necessariamente essere o dipendenti INAF o associati INAF bene integrati nell'ente.
    L'incarico "da ministro" deve essere a tempo pieno (quindi con aspettativa).
    Compenso stabilito come e da chi ? Per evitare un conflitto di interessi (lo decide il CdA stesso) potrebbe venire definito in modo parametrico (che so, pari a un fattore di scala moltiplicato il compenso a anzianita' massima da dirigente di ricerca) in uno dei Regolamenti ?

  • Direttore Amministrativo : E'un ruolo di fiducia del Presidente e ad esso legato, ed ha una funzione di supporto, quindi partecipi come segretario senza diritti di voto a CdA e affini (CP, CD) e possa venire convocato dal CS Per altri dettagli don't care

  • CS : La legge delega chiede di dargli un maggior ruolo, quindi potrebbe assumere dei ruoli di selezione o pre-selezione di progetti (anche in risposta ad AO esterni o in fase di letters of intent), di "TAC" (o "MAC' M for Money) o "superTAC" (se demandasse alle Macroaree) in caso di AO interni ed affini. Il CdA avrebbe l'ultima parola (e anche la prima, decidere p.es. gli inviluppi finanziari), ma il CS farebbe il lavoro istruttorio.
    Competenza : di tipo scientifico, come per presidente e CdA. Potrebbero essere istituite quote riservate per dipendenti, associati, esterni anche stranieri.
    Procedura di selezione : TBD.
    Da valutare se una rappresentanza fissa ASI e INFN non sia opportuna qui invece che a livello di CdA. Da valutare se l'elezione sia diretta e indifferenziata, o per macroaree, o indiretta dalle macroaree, e se riservare alcuni membri di nomina presidenziale (in passato aveva fatto buone scelte).
    Durata don't care.
    Ripetibilita' una volta sola o anche nessuna.
    Incarico non a tempo pieno.
    Nessuna indennita', compenso o gettone ma solo trattamento di missione.

  • Strutture : per le strutture a tempo indeterminato e determinato va bene lasciare le cose come ora.
    Le strutture potrebbero dotarsi di loro statuto che preveda sezioni staccate, stazioni osservative, uffici, un consiglio di struttura ecc. magari entro un template generale (indicato nei regolamenti ?)
  • Direttori di struttura : I Direttori di Struttura andrebbero normalmente nominati tra il personale INAF della struttura di ruolo apicale, o eccezionalmente tra gli associati INAF in appoggio alla struttura, e solo in casi straordinari dall'esterno.
    Procedura di selezione : TBD ... nomina presidenziale ?
    Durata don't care.
    Ripetibilita' una volta sola o anche nessuna.

    L'incarico deve essere a tempo pieno (anche se ovviamente il direttore puo' fare ricerca se ne ha il tempo). Nel caso di direttori interni il compenso potrebbe essere (come ora ?) una indennita' addizionale al normale stipendio. Nel caso di direttori associati INAF di una struttura universitaria co-locata un apposito accordo con l'Universita' di appartenenza potrebbe prescindere dall'aspettativa e a carico INAF sarebbe solo una indennita' addizionale come sopra. In tutti gli altri casi di esterni andrebbe richiesta l'aspettativa e quindi INAF dovrebbe pagare un compenso forfettario di stipendio e indennita'. E' pero' importante per il personale della struttura avere la certezza di un direttore "presente"

    Compenso stabilito dal CdA in base alla posizione contrattuale e alla dimensione della struttura ?

  • Amministrazione e infrastrutture centrali : Lo Statuto dovrebbe dire qualcosa sulla esistenza di una entita' centrale, tipicamente di natura amministrativa ma non necessariamente solo. "Centrale" qui non dovrebbe necessariamente voler dire "fisicamente dislocata presso la sede centrale", ma che svolge funzioni per tutto l'ente. Potrebbe benissimo avere unita' dislocate altrove (come il CED bi Bologna che fa gli stipendi), o anche unita' distribuite (p.es. biblioteche, musei). Questo e' abbastanza facile e ovvio per la amministrazione in senso stretto, e per attivita' di supporto alla ricerca ma ad essa esterne. Lo e' meno per attivita' piu' tecniche. Ovviamente l'organigramma del tipo di quello a "INAF one click" andrebbe sottoposto a valutazione e eventuale revisione. Ma lo Statuto non e' certo il posto per entrare in dettagli, e forse nemmeno i Regolamenti.

  • Strutture vs Progetti : Rimango dell'idea che i progetti di una certa dimensione (quelli ancora maggiori e/o con sede propria avrebbero natura di struttura temporanea con condizioni adhoc caso per caso, cfr. TNG, LBT), tipicamente missioni spaziali, strumenti di piano focale ecc. beneficerebbero di una equiparazione amministrativa ad una struttura. Questo e' vero nel caso in cui coinvolgano personale dislocato in piu' strutture. In tal caso non sarebbe necessario dare al PI uno standing e un compenso da direttore, ma semplicemente il direttore della struttura del PI dovrebbe mettergli a disposizione anche a tempo parziale una unita' amministrativa. I direttori di tutte le altre strutture coinvolte riuniti in steering committee negozierebbero col PI le facilities e gli spazi logistici esistenti da mettere a disposizione del progetto e prenderebbero atto della volonta' del personale TD di aderire al progetto. Il PI tramite la sua unica unita' amministrativa provvederebbe a tutta la gestione dei fondi (INAF o esterni), a fare gli ordini per attrezzature e missioni, e contratti per personale TI, ovunque collocati. Il senso sarebbe quello di uno snellimento amministrativo.

  • Associatura a INAF : il framework della associatura andrebbe chiarito, specie in relazione alla rappresentativita' elettorale e no.
    Da un lato questa chiaramente non dovrebbe spettare in nessun caso a studenti undergraduate (laureandi).
    Andrebbe cioe' distinto per i vari tipi di associatura ove l'associatura comporti solo il poter usare delle facilities, avere un ufficio, avere missioni pagate, oppure "contare" in organi o organismi.
    Dall'altro lato invece di una generica associatura all'INAF, andrebbe prevista una associatura a una struttura INAF (mantenendo anche l'afferenza alle macroaree). Nella maggior parte dei casi questa sarebbe comunque ovvia : in molti casi un Osservatorio coabita con un Dipartimento di Astronomia ; in altri casi in una data citta' vi e' una sola struttura INAF (o potenzialmente potrebbe esservene una sola) a fronte di una sede universitaria ; per dottorandi e borsisti, nonche' personale in quiescenza, e' ovvia la struttura INAF a cui afferire, quella dove lavora(va)no. In altri casi particolari si potrebbe prevedere o una associatura in blocco di una sede universitaria su base regionale a una struttura INAF vicina, o di considerare una associatura indifferenziata di singoli (p.es. nominalmente alla sede centrale).
In ogni caso consoliamoci, per quanti sforzi ogni possibile commissione possa fare, lo statuto dell'INAF non avra' mai lo stile del
Royal Charter del PPARC :-) (anche se in quanto a riforme continue pure i britannici non scherzano ...).

sulla c.d. "bozza I"

Introduzione

Con le dimissioni del Presidente, la nomina del Commissario, e l'avanzamento dei lavori parlamentari si addensa all'orizzonte una nuova prossima riforma dell'INAF.

E' stato recentemente (6 luglio) circolato dai membri del locale consiglio di struttura un insieme di documenti la cui fonte non e' nota (sul sito INAF non si riesce a trovarli al primo colpo), di cui pertanto non riporto i link dato che tutti li hanno ricevuti, ma che fanno riferimento al lavoro della Piccola Costituente (o Comitato dei 3+3). Si tratta di :

  • alcune linee guida per una revisione dello Statuto
  • una bozza di decreto legislativo di definizione dello Statuto
  • le minute della riunione del 5 luglio 2007 tra Commissario, Direttori e Macroaree.
    Quest'ultimo e' il documento piu' interessante in quanto ciascuno dice la sua ... e conclude che tutto il resto e' inconclusivo !

Framework terminologico

Non mi e' affatto chiaro che cosa si debba intendere formalmente per "Statuto", dato che in passato esistevano solo da una parte le leggi e dall'altra i regolamenti.

La assunzione della Piccola Costituente sembra essere stata che lo Statuto consista nell'ennesimo Decreto Legislativo (da cui la bozza da essi preparata), tuttavia dalle minute risulta che, secondo il Commissario, non vi sara' alcun Decreto Legislativo (del Parlamento) ma un Decreto Ministeriale (DM).
Ritengo pertanto sia stato un inutile overshooting perdere tempo a fare una bozza in forma di Decreto Legislativo, e trascurero' quindi gli aspetti formali per concentrarsi su quelli sostanziali. Ritengo che l'Ente (o al limite sue componenti, collettive o al limite individuali) dovrebbe limitarsi (che poi limitazione non e') a fornire alla futura Commissione che provvedera' alla stesura del DM una serie di raccomandazioni e osservazioni il piu' possibile concrete.

E' d'altra parte moderatamente chiaro il framework legislativo. Dopo l'abbandono della bozza "fantasma" Tocci che dava totale autonomia statutaria agli enti, quello attuale prevede un Disegno di legge di delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca che :

Segnalo liberamente alcuni punti :
  • La Commissione Affari Costituzionali ha subordinato il parere favorevole alla soppressione dei commi 3 e 4 dell'Art. 1 relativi alla emanazione degli Statuti, ma non mi e' chiaro cosa cio' comporti.
  • Tra gli emendamenti si parla di sostituire "riordino degli statuti" con "riordino della disciplina relativa agli statuti" e anche qui non mi e' chiaro cosa cio' comporti.
Rimangono, credo, i punti seguenti ...
  • riconoscimento agli enti della autonomia statutaria (Art. 1 comma 1 a)
  • riduzione del numero dei componenti degli organi statutari (art. 1 comma 1 d) ma mantenendo l'esistenza di un Consiglio di Amministrazione. Allo stesso sotto- comma non mi e' chiaro se i dipendenti dell'Ente sono esclusi dal CdA o dal Comitato di Selezione che propone le rose di candidati al CdA.
    E se tale sottocomma d si applica solo ai componenti di nomina governativa del CdA, che possono non essere tutti e al limite zero (salvo per il CNR in cui devono essere meta' come da sottocomma e).
    Ho postato una richiesta di chiarimenti su POL-RIC e mi e' stato riportato quanto segue attribuito a fonte governativa
    Nel dibattito alla Camera (seduta del 9 luglio), il sottosegretario Modica ha affermato:
    "(...) non (...) e` stato vietato ai ricercatori di partecipare ai consigli degli enti; questa norma non esiste. E` stata posta la regola che i ricercatori degli enti non possano partecipare ai comitati di selezione che scelgono la terna delle persone su cui poi il Ministro scegliera` il presidente, ma non ai consigli degli enti, ai quali possono benissimo partecipare (dipendera` dai singoli statuti stabilirlo)."

Riassunto delle linee guida e della bozza

... cosi' come le ho capite
  • In primo luogo si introduce, a fronte di una attuale organizzazione a due livelli, una a tre livelli.
    • restano "Organi dell'Ente" come adesso, il Presidente, il CdA, il CS ed i revisori dei conti, perche' secondo il Disegno di Legge Delega occorre limitarne il numero. Ossia sono citati nello Statuto come Organi.
    • si introduce pero' una serie di cose che non sono Organi ma vengono citate nello Statuto, ossia
      • il CD "1" (Comitato di Direzione, ComDir ?)
      • il CD "2" (Collegio dei Direttori, ColDir ?)
      • i comitati di Macroarea
      • il Consiglio Scientifico Locale delle Strutture
    • per il resto rimane cio' che e' definito "solo" a livello di Regolamento

  • scompaiono i due Dipartimenti

  • Il CdA viene ridotto a tre membri, uno ministeriale, uno del CS e uno del ColDir.

  • Il CS viene artificiosamente "ridotto" a "non piu' di 12". Restando 12 sarebbero 5 coordinatori di macroarea ex officio, 4 (meta' dei rimanenti 7) eletti, e 3 dal CdA.

  • Il ComDir, oltre al Presidente e al Direttore Amministrativo, vede altri 4 membri (2 dal CS e 2 dal ColDir, non e' chiaro se incompatibili o no con l'essere membri di CS e ColDir stesso)

  • Nelle linee guida si afferma che unici centri di spesa sono le strutture di ricerca (ora sarebbe possibile che un grosso progetto, tipo una missione spaziale o uno strumento di piano focale, lo fosse).

Commenti

  • Organi e non organi. Non e' un punto debole a fronte della direttiva di "ridurre il numero" quella di voler inserire nello Statuto cose che potrebbero restare definite nei regolamenti ?
    E poi, come stava scritto sulla porta di qualcuno in via Celoria, citando il Porta "se droeuven i orghen per organizza'"
  • La scomparsa del nome dei Dipartimenti "in numero massimo di due" come recitava il vecchio DL aggiustato da quello CNR non puo' venire rimpianta, ma il venire a mancare di due figure centrali di coordinamento di Strutture e Progetti desta preoccupazione.
    Forse sarebbe piu' semplice prevedere un ComDir ristretto con i "decani" del ColDir e delle Macroaree ?
  • Resta da chiarire se i membri del CdA possono essere interni (e se si' allora non potrebbero essere ex officio gli stessi presidenti, coordinatori o delegati degli "organetti" di piu' basso livello senza inutili incompatiblita' ? oppure venire proposti direttamente dalla base senza barocche strutture a n strati ?
  • Non mi pare positivo in termini di efficienza perdere la possibilita' che un grosso progetto plurisede possa essere centro di spesa che gestisce direttamente i fondi propri
  • Mi pare eccessivo il puntare a una "Confederazione delle Strutture Indipendenti" (che nella miglior tradizione post-sovietica poi va a detrimento delle autonomia dei progetti), con una perdita di coordinamento, che potra' anche essere stato male impiegato, ma e' meglio del caos.

  • Rimango del mio parere che il grosso dei problemi passati e presenti non siano stati dovuti agli statuti preesistenti, ma in massima parte alla carenza di fondi e alle normative burocratiche che non sono state alleggerite.
  • Il rischio e' di presentare una struttura barocca, proposta da una comunita' che si presenta come divisa e incline alle divisioni, e mancante di quella efficacia che viene detto avere il "mai riformato" INFN.
Ho fatto una rapida lettura della struttura dell'INFN come illustrata sul loro sito e ho scoperto che :
  • l'atto istitutivo dell'INFN e' un decreto del Presidente CNR del 1951 ; il loro Regolamento Generale e' del 2001.
  • il loro Presidente e' nominato dal loro Consiglio Direttivo (CD) tra dirigenti di ricerca interni o ordinari "associati" all'Ente, come del resto per i Direttori di "struttura" (applico i termini INAF per semplicita')
  • I loro organi sono Presidente, CD, Giunta Esecutiva, revisori dei conti ; le Commissioni Scientifiche Nazionali (ossia "macroaree") sono un "organetto" citato nello "statuto" ma non come "organo"
  • Il CD comprende i Direttori di struttura, 2 membri di enti esterni (CNR e ENEA), 2 membri MURST e 1 Ministero Industria, 2 soli membri eletti (uno dai ricercatori, uno da tecnologi, tecnici e amministrativi) ed inoltre comprende e elegge i 4 membri della Giunta
  • Le Commissioni "di macroarea" sono formate dai "coordinatori locali" di macroarea di ogni struttura
  • Ogni struttura ha un Consiglio in cui ci sono gli stessi "coordinatori locali", 2 eletti dai ricercatori, 1 dai tecnologi, 2 da tecnici e amministrativi, ed eventuali esterni di "centri collegati"
Direi che pare meno barocco, rappresentativo sia del personale che delle realta' locali, pur senza eccesso di elezioni ... ... e dicono funzioni.

Mentre quindi per una eventuale modifica immediata dei Regolamenti per migliorare l'operativita' potrebbe essere opportuno implementare il Mutamento Minimo Necessario (ben noto ai lettori di Asimov), trattandosi della ennesima riforma degli statuti, si sarebbe potuto volare alto e proporre qualcosa come segue (noterete comincio dal basso). Non lo prendo troppo seriamente, e' solo un esempio, basta che sia semplice e rappresentativo e quindi lo scrivo in caratteri piu' piccoli ...
... chi non ci vede ingrandisca il tutto nel suo browser ! :-)

  • La ripartizione dell'Ente da una parte in Srutture Territoriali, Strutture Tematiche e Strutture Operative, che spiego meglio sotto, e dall'altra in Macroaree (su cui poi si potrebbe valutare se quelle attuali, specie la 5 trasversale, siano adeguate o richiedano aggiustamenti).
  • I ricercatori e tecnologi afferirebbero come ora a una o piu' macroaree ai fini della ricerca, ed avrebbero sede di lavoro e/o di servizio presso una Struttura, salvo comandi all'estero o presso altre organizzazioni di ricerca.
    Il personale tecnico-amministrativo avrebbe afferenza indifferenziata e sede come sopra
  • Il personale aggregato (attualmente detto "associato") avrebbe analoga afferenza, ed inoltre potrebbe avere aggregazione indifferenziata o presso una sede. Nel primo caso potrebbe solo partecipare alla programmazione scientifica (elettorato delle Macroaree), nel secondo anche a quella della specifica Struttura a cui sarebbe aggregato (l'aggregazione potrebbe anche avvenire per intere istituzioni, p.es. un dipartimento o gruppo universitario presso una Struttura vicina)

  • Le Strutture Territoriali equivalgono alla maggior parte delle attuali sedi di osservatorio o istituto, che svolgono ricerca in settori diversi.
  • Le Strutture Tematiche possono essere legate a una "grossa" tematica disciplinare (non so se questo venga incontro alle esigenze dei radioastronomi) e quindi essere permanenti, ed articolate in Sezioni su piu' sedi. Oppure essere legate a un progetto (missione spaziale, strumento di piano focale) e quindi temporanee, con propria gestione unitaria dei fondi, ed eventuale personale assegnato ad esse, ma ospitate presso piu' Strutture Territoriali.
  • Le Strutture Operative possono essere grandi o piccole, situate all'estero o in Italia, ed essere dotate di personale di ricerca proprio o solo di personale con funzioni operative. In linea di principio andrebbero considerate "stazioni osservative" afferenti come Sezioni a una data Struttura Territoriale, salvo il caso di grandi strutture tipicamente situate all'estero.
  • Un caso particolare di Struttura (Operativa o Tematica ?) e' rappresentato dalla Amministrazione Centrale con i suoi vari uffici, alcuni dei quali potrebbero anche essere rilocate presso una Strutture Territoriale.

  • Le Strutture Territoriali e le grandi Strutture Tematiche e Operative (che non siano Sezioni o Progetti), a eccezione della Amministrazione Centrale, avrebbero un Consiglio di Struttura, di cui sarebbero membri ex officio i Coordinatori Locali di Macroarea (che andrebbero scelti dagli afferenti locali purche' in numero superiore a un minimo), alcuni membri eletti dal personale, ed eventuali rappresentanti delle entita' esterne aggregate "in blocco".
  • Tali strutture avrebbero un Direttore nominato normalmente tra i Dirigenti di Ricerca (o Astronomi Ordinari) locali o i Professori Ordinari (o DR di altri enti) aggregati alla struttura stessa (nel seguito "dirigenza scientifica").
  • I responsabili delle Strutture di livello piu' basso sarebbero o nominati all'interno della Struttura di cui sono Sezione, oppure dal CdA per presa d'atto del PI del Progetto a seguito della sua approvazione.

  • Le Macroaree avrebbero come ora un loro Consiglio con un Coordinatore. Il Consiglio sarebbe formato dai coordinatori locali. Un Coordinatore centrale o "decano" delle Macroaree sarebbe scelto dal Consiglio (non necessariamente tra i soli membri) e surrogherebbe l'attuale direttore del dipartimento progetti.

  • Il Consiglio di Ente (CS ?) sarebbe formato dai Direttori di Struttura, da un numero limitato (1-2) di membri eletti, da eventuali rappresentanti di altri enti (1 ASI 1 INFN) e da 1-2 eventuali membri ministeriali. Fatti salvi questi ultimi, i rimanenti componenti sarebbe dunque interni o aggregati all'ente.
    In qualche modo si dovrebbe trovare una figura (non necessariamente coincidente con chi presieda tale Consiglio) che faccia le funzioni dell'attuale direttore del dipartimento struttura.

  • L'Organo Esecutivo con funzione di CdA potrebbe comprendere oltre a un eventuale membro di nomina ministeriale, ex officio i due coordinatori centrali delle macroaree e delle strutture, ed il Direttore Amministrativo quale segretario.

  • Fatta eccezione per quest'ultimo, i membri del CdA e il Presidente dovrebbero comunque avere una esplicita competenza scientifica, e quindi scelti o tra la dirigenza scientifica interna, o tra i professori ordinari della materia (si presume aggregati all'ente), o tra esperti stranieri di chiara fama nella materia.

sulla c.d. "bozza II" e oltre

Introduzione

A meta' luglio e' stata circolata una seconda bozza di "statuto" in forma di decreto ministeriale, in vista di una riunione "contingentata" di rappresentanti del personale (a cui molti, e nella fattispecie nessuno di IASF Milano, non hanno potuto partecipare per impegni pregressi o per il periodo feriale).
Da parte di colleghi di altre sedi sono circolati alcuni commenti sulla lista dei dipendenti INAF, tra cui uno breve del sottoscritto che verra' incorporato in quanto segue.
Non esiste al momento un resoconto ufficiale della riunione del 26 luglio, ne' e' noto il testo definitivo della bozza II (era stata preannunciato un "errata corrige" per un singolo articolo), per cui faro' riferimento al testo circolato sulla lista dei dipendenti il 19 luglio.

Framework terminologico-legislativo

Durante il mese di luglio ed anche nei primi giorni di agosto, si e' invece modificata e in qualche modo chiarita la situazione legislativa.

Il Disegno di legge di delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca di cui si diceva piu' sopra e' tornato al Senato

  • Il testo con le modifiche effettuate e' disponibile come AS 1214-B (il testo da guardare e' quello in seconda colonna)
  • l'iter al Senato e' visibile qui sul sito del Senato
  • In particolare la Commissione referente ha respinto tutti gli emendamenti, tuttavia la votazione in Assemblea e' stata rinviata a dopo la pausa estiva

I passaggi previsti dopo la probabile applicazione restano quindi i seguenti :

  • Il Governo emettera' un Decreto Legislativo relativo alla disciplina degli statuti (una specie di "quadro" dunque ?)
  • Gli statuti saranno prodotti dagli organi statutari stessi degli Enti, e in prima istanza dai Consigli Scientifici integrati da 5 esperti (comma 1c dell'Art.1)
  • I dipendenti degli enti dovranno essere rappresentati in maniera elettiva nei search committees del Presidente e dei membri governativi del CdA (comma 1f dell'Art.1)

Nel caso particolare dell'INAF questo pone un paio di problemi immediati :

  • Il lavoro fatto finora non potra' essere considerato che istruttorio in quanto non e' stato fatto dal Consiglio Scientifico che non esiste piu' a causa dimissioni e commissariamento.
  • Occorrera' pertanto dapprima ricostituire un Consiglio Scientifico secondo lo Statuto e Regolamento vigente, dotato di "poteri costituenti".
    Ma per fare questo occorre anche nominare un Presidente "vecchio ordinamento" ? O puo' farlo il Commissario venendo affiancato da un CS ? Oppure fa tutto il Commissario motu proprio ? Il secondo caso sarebbe quello preferibile.

Riassunto della bozza

... sempre per quanto ho capito
  • Gli Organi statutari restano sempre gli stessi : Presidente, CdA ora chiamato Consiglio direttivo, CS e revisori dei conti.
  • I membri del Cd(A) sono 6 oltre al Presidente : 2 amministrativi di nomina governativa e 4 scientifici nominati da CS e ColDir (dettagli rinviati ai Regolamenti)
  • Il Cd(A) ha al suo interno un Consiglio di Presidenza (CdP) di 2/4 membri piu' il Presidente
  • Il CS ha un massimo di 9 membri di cui almeno 5 eletti (ma i dettagli sono rinviati ai Regolamenti)
  • Tra i "non-organi" e' confermato il Collegio dei Direttori (ColDir)
  • rispetto alla Bozza I e' soppresso il ComDir
  • restano soppressi i Dipartimenti
  • sono confermate le Macroaree
  • Le Strutture (centri di spesa di primo livello) sono sia quelle permanenti che quelle "tematiche a tempo determinato"
    e non si parla piu' esplicitamente di consigli di struttura

Commenti

In primo luogo osservo che rispetto alla Bozza I (eccessivo dettaglio), nella Bozza II vi e' stata una "oscillazione del pendolo" che demanda forse troppe cose ai Regolamenti (o quantomeno, in assenza di una traccia per i regolamenti stessi, non consente di valutare positivamente o negativamente talune proposte).

Seguono alcuni commenti puntuali.

  • La scelta del nome Consiglio direttivo o Consiglio di Amministrazione e' irrilevante dato che secondo il DDL 1214-B deve comunque svolgere le funzioni di CdA.
  • Desta preoccupazione il fatto (Art. 7) di prevedere nel Cd(A) due membri puramente amministrativi ne' si capisce perche' i membri di nomina governativa debbano essere amministrativi e non possano essere scientifici (p.es. stranieri o esterni).
    Inoltre perche' i membri di nomina governativa generica, e non esplicitamente del MUR ? E perche' non prevedere semmai membri esterni di altri enti scientifici (p.es. ASI e INFN) ?
  • E' positivo il fatto di avere un "esecutivo" (CdP) piccolo, ma a questo punto non si capisce perche' il CdP non possa essere il CdA.
  • Non e' chiaro se le strutture "tematiche a tempo determinato" siano i progetti (del calibro "missione spaziale" o "strumento di piano focale") o che altro.
    Ne' e' chiaro cosa siano le "infrastrutture strumentali e gestionali".
  • Le norme transitorie relative alla fase di prima applicazione (Art. 24) sono confuse. In particolare andrebbe tenuto conto che la fase costituente verra' gestita dal CS vecchio ordinamento. Si potrebbe quindi prevedere una transizione "smooth" alla naturale scadenza o a scadenza anticipata, oppure prevedendo che i nuovi Organi vengano costituiti in un dato ordine (dato che la principale difficolta' puo' essere la generazione delle rose per il search committee, si potrebbe pensare di costituire prima i nuovi CS e Cd(A) con il Commissario facente funzione di Presidente e poi nominare quest'ultimo.

Ritornando al primo punto, ossia al rinvio ai Regolamenti, questi ultimi diventano il punto chiave. Ebbene da nessuna parte si dice CHI fara' questi famosi regolamenti, e le forme di partecipazione e consultazione del personale a tale fase "costituente".

Per il resto rimangono validi i commenti generali gia' sollevati all'inizio di luglio, nonche' il dubbio sulla reale usabilita' dell'esercizio fatto finora se l'attivita' "costituente" sara' demandata al CS ("vecchio ordinamento" e non esistente nell'INAF !).