Ulteriori riflessioni prenatalizie sull'ennesima riforma dell'INAF

Con gelida integrazione quasi primaverile


Dopo nove stagioni (cfr. referenze sotto), con gli auguri di stagione ... non ci crederete, ma sono costretto a scrivere un decimo giro di considerazioni.

Lucio Chiappetti - IASF Milano - dicembre 2009 con integrazione marzo 2010

Vedere anche in ordine cronologico inverso le referenze di
dicembre 2008 (vicende varie) gennaio 2008 (abortita "riforma Mussi") luglio-agosto 2007 (attivita' istruttorie sugli statuti)
gennaio 2007 (sulle richieste di dimissioni del Presidente) febbraio 2006 (sulle proposte pre-elettorali sull'INAF) aprile-dicembre 2004 (sulla riforma INAF)
giugno 2003 (su INAF) febbraio 2003 ("riforma Moratti") novembre 1999 (su CNR)
agosto 1999 ("riforma Berlinguer") dicembre 1997.


I fatti di fine 2009

La riforma degli Enti di Ricerca prevista dalla Legge Delega "Mussi" sulle autonomie apparentemente abortita nella primavera 2008 e' stata invece resuscitata estendendo a fine anno i termini (sia la data che i terms of reference !) della delega come dall'Art. 27 della legge 69/2009
Presumo sia a tutti chiaro il meccanismo, ormai consueto. Il Parlamento ha dato una delega al Governo per emettere un decreto legislativo. Lo schema di decreto e' al momento all'esame della Camera col n.156. Una copia identica del PDF e' disponibile sul sito ANPRI, mentre al Senato il testo e' supplementato dal materiale prodotto dagli uffici ministeriali. Io avevo esaminato una versione precedente fornita da Nicola (che dovrebbe ancora essere disponibile sul sito dell'INFN e della UIL) con un testo parzialmente diverso, ma anche altro materiale supplementare degli uffici ministeriali.

NEW! Il testo ufficiale e' uscito sulla GU ed e' disponibile sul sito del Parlamento come DL 213/2009

Vi sono pero' due altri fatti legislativi che, per quanto non legati direttamente all'INAF e/o agli enti di ricerca, potrebbero avere qualche impatto. Infatti essi cambiano il quadro normativo di riferimento ... la riforma di cui sopra assume il vecchio quadro ... ma questo potrebbe cambiare in corso d'opera !

Uno e' la c.d. Legge Brunetta (n.15/2009) con i seguenti estremi: la legge vera e propria (testo PDF sul sito ANPRI; testo HTML sul sito del Parlamento) e il suo decreto attuativo (n.150/2009; bozza in PDF sito ANPRI; testo HTML approvato sul sito della Camera). In particolare potrebbe essere rilevante la scomparsa del "comparto contrattuale ricerca".

L'altro e' la c.d. "riforma universitaria Gelmini" correntemente all'esame del Senato (in particolare cambia l'agognato modello di riferimento delle tre fasce universitarie).

Di seguito ho preparato o preparero' il seguente materiale

Viene utilizzata la consueta codifica di colore : punti decisamente positivi, punti probabilmente favorevoli, punti neutrali o indifferenti, punti poco chiari o preoccupanti, punti negativi.


Update marzo 2010

In vista delle prossime discussioni in materia di riforma, ho preparato il seguente materiale addizionale e complementare a quanto preparato a dicembre.


Il decreto di riforma degli enti "Gelmini"

Ho esaminato il testo del decreto nella versione sottoposta alle Camere il 25 novembre, dopo avere esaminato quella preliminare datata 9 novembre. Ho esaminato anche il materiale supplementare (relazione illustrativa, relazione tecnica, analisi tecnico-normativa ecc.) prodotti dall'Ufficio Legislativo del Ministero.
Tale materiale e' interessante perche' da' alcune spiegazioni che presumibilmente chiariscono il punto di vista del Ministero. Tuttavia non so bene come interpretare quando alcune affermazioni, anche favorevoli, compaiono nel materiale supplementare ma non risultano nel testo di legge.

Le differenze tra il testo preliminare e quello presentato alle Camere sono essenzialmente due:

Ecco la sinossi degli articoli di qualche interesse o rilevanza.
In conclusione la valutazione generale e' (sorprendentemente) sostanzialmente neutra, con un certo numero di aspetti favorevoli e pressoche' altrettanti di natura dubbia.
Non vengono toccati (ne' in bene ne' in male) punti importanti e vitali, o che comunque impattano sulla routine quotidiana, dall'ammontare dei finanziamenti, al reclutamento, alla coesistenza di contrattualizzati e non contrattualizzati. Tuttavia il quadro non viene stravolto, ed e' possibile che si possa sfruttare al meglio le opportunita' di miglioramento senza interrompere l'attivita' dell'ente.

legge Brunetta, comparti ecc.

La lettura della legge (che e' una legge delega) e del decreto legislativo ad essa associato e' estremamente difficoltosa dato che e' infarcita di oscuri riferimenti in legalese. Essa suscita anche disagio in quanto, anche se si volesse ammettere la buona volonta', pare orientata a modificare un modello di burocrazia "ministeriale" che e' del tutto incongruo, incompatibile e non corrispondente con le esigenze e la realta' quotidiana degli istituti di ricerca.

Infine pare paradossale che si vogliano correggere i mali della burocrazia con piu' burocrazia :

Ho cercato di identificare i pochi punti che possano essere di natura specifica che riguardano (e magari non dovrebbero riguardare) gli enti di ricerca (e il personale di ricerca), e che in qualche modo possono condizionare il contesto della riforma degli enti.
Appare ovvio che i punti di cui sopra, mutando il quadro normativo di contorno, possono avere impatto sugli statuti INAF previsti dal DL di riforma assai piu' del DL stesso, che continuava a riferirsi al quadro attuale del comparto ricerca.

Se mi e' consentito un commento personale finale, se uno guarda al non promettente cambio del quadro di riferimento per i "contrattualizzati", parrebbe saggia la scelta degli astronomi che non hanno optato per il contratto ricerca di restare dove manebunt optime (e a noi ricercatori, peste ci colga).
Ma e' da capire se anche per loro il quadro sottostante non stia mutando.


la riforma dell'universita'

Va notato in primo luogo che la "riforma universitaria", a differenza degli altri provvedimenti qui considerati, e' stata presentata al Parlamento in forma di disegno di legge (quindi avra' tempi piu' lunghi), per quanto tale disegno preveda per ulteriori dettagli una successiva delega al governo.

In secondo luogo si nota come il testo di legge sia mediamente piu' comprensibile e analitico degli altri presi in considerazione, anche se non necessariamente di facilissima lettura (ci sono meno riferimenti e modifiche di altre norme e piu' testo, ma gli articoli sono in genere molto lunghi con molti commi e sottocommi).

In ultimo luogo (ma last but not least) la maggior parte del testo di legge puo' avere anche grande rilevanza per l'Universita' e i suoi ordinamenti interni (e quindi coinvolgerci in quanto cittadini e in quanto membri della comunita' scientifica) ma non e' direttamente rilevante per noi in quanto INAF. Mi concentrero' quindi su quanto e' rilevante, e in particolare :

Ecco quindi una selezione di punti :
La preoccupazione del mutato quadro di riferimento universitario riguarda gli imprevidibili impatti che questo potra' avere sui futuri contratti del personale ricercatore e tecnologo. Va inoltre chiarito se gli statuti dell'INAF dovranno o potranno "mimicare" in qualche modo i nuovi ordinamenti universitari per quanto riguarda reclutamento, progressione di carriera ed eventuale utilizzo o emulazione delle abilitazioni.

Infine, come commento personale, riprendendo quanto detto piu' sopra per la legge Brunetta, da una parte anche gli astronomi che non hanno optato per il contratto ricerca si vedono (forse ?) mutare la terra sotto i piedi. Dall'altra la concomitanza di mutamenti a livello universitario e dei contratti con la riforma degli enti potrebbe fornire l'occasione di una qualche forma di lobbying per superare la dicotomia (contrattualizzati/astronomi) o tricotomia (sic!) (contrattualizzati/ astronomi/ universitari). Basta non andare nella tetrapiloctomia !


Il nuovo statuto

gavemo uno statuto, no? E te sa perche' el se ciama statuto?
Perche' dentro sta-tuto. Basta zercar.

(un operaio triestino a un congresso di partito)

Cio' che appare chiaro dalla bozza di
decreto Gelmini, e' che Ne consegue che alcune delle cose proposte nelle attivita' istruttorie svolte nel luglio-agosto 2007 non sono piu' applicabili in quanto contrastano con i "paletti".
Inoltre a mio parere sarebbe opportuno cambiare il meno possibile rispetto al quadro attuale, ossia non cambiare per il gusto di cambiare, ma cambiare solo cio' che ha dimostrato non funzionare ... e anche non farsi troppe illusioni, non credo sia vero, contrariamente alla citazione sopra, che nello Statuto ci stia tutto ... in particolare non ci stanno ne' i soldi ne' i contratti ... e il grosso dei nostri problemi derivano da questi aspetti.

Per cominciare, a scopo di sollecitare la discussione e a beneficio dei futuri costituenti, presentero' un quadro sinottico tra lo statuto attualmente in vigore, la bozza del luglio 2007, ed il quadro del decreto attuale, piu' alcuni suggerimenti personali. I "paletti" sono in questo colore e le idee personali in questo colore.
In vigore bozza 2007 In futuro
Riferimento normativo e formato
Decreto Legislativo 138, 4 giugno 2003 Bozza scritta in stile Decreto Ministeriale Venendo adottato per silenzio-assenso dal Ministero, mi pare inopportuno appesantire gli Statuti con orpelli pseudo-legislativi. Si dovrebbe scrivere la sostanza, e poi semmai sara' il Ministero ad emettere un suo decreto o altro atto di approvazione, a cui lo Statuto sara' allegato.
Finalita', natura e attivita' dell'ente
Contenuti negli Articoli da 1 a 3 Contenuti negli Articoli da 1 a 3 con minime modifiche e aggiustamenti rispetto al testo originario La formulazione nella bozza 2007, fatti salvi gli aggiornamenti ai riferimenti di legge, sempre che sia necessario esplicitarli, potrebbe essere pienamente accettabile.
Organi - generalita'
Elencati all'Art. 4 : Presidente, CdA, CS e Revisori dei Conti.
L'Art. 5 demanda e detta un quadro per il Regolamento di Organizzazione e Funzionamento.
Elencati all'Art. 4 : il CdA e' chiamato Direttivo
L'Art. 5 demanda e detta un quadro modificato per il Regolamento di Organizzazione e Funzionamento
E' presumibile che alcune delle modifiche proposte a luglio 2007 siano pletoriche ai sensi del nuovo decreto,
Secondo il decreto sono richiesti : Presidente, CdA (con tale nome) e CS. E' presumibile sia opportuno mantenere anche i Revisori dei Conti (verificare se non esistono altri obblighi di legge in materia)
Potrebbe essere opportuno mantenere la "delega" a un Regolamento di Organizzazione e Funzionamento dei dettagli della organizzazione interna, per quanto non richiesto esplicitamente dal decreto (sarebbe comunque piu' flessibile da aggiornare).
Organi - il Presidente
Specificato all'Art. 6 : mandato di 4 anni, max 2 mandati Art. 6 proponeva mandato di 3 anni, max 2 mandati Il decreto pone un paletto invariato rispetto all'attuale : mandato di 4 anni, max 2 mandati
Inoltre il decreto detta la procedura di selezione al suo Art. 11 ma non specifica come sia garantita la rappresentativita' della comunita' scientifica nel Comitato di Selezione ?
Sarebbe possibile prevederlo negli statuti, fatto salvo che la nomina e' effettuata dal ministro ? Occorrerebbe, tra i 5 membri del Comitato di Selezione, prevedere un bilanciamento tra :
  • un membro (l'esperto di alta amministrazione) di pura nomina ministeriale
  • due membri scelti dal ministro in una lista di personale interno all'ente (tutti i dirigenti di ricerca ? i membri del CS ? una lista elettiva ?)
  • due membri scelti dal ministro in una lista che potrebbe essere quella degli associati all'INAF, italiani o stranieri, con una posizione permanente
  • oppure tutti e 4 estratti da una lista di esperti precedentemente formata ?
  • andrebbe ovviamente previsto che i membri del Comitato di Selezione non possano applicare quali candidati alla presidenza o al CdA !
Forse sarebbe utile che la "costituente" ottenesse un parere preliminare dal Ministero se possa fare una proposta autonoma in materia.
Organi - il CdA
Specificato all'Art. 7 : 4 membri, mandato di 4 anni, max 2 mandati Art. 6 proponeva 6 membri, mandato di 3 anni, max 2 mandati Il decreto pone un paletto invariato rispetto all'attuale : 4 membri, mandato di 4 anni, max 2 mandati
Inoltre il decreto specifica al suo Art. 11 la procedura di selezione :
  • due membri scelti dal Ministro tra una rosa preparata dal Comitato di Selezione . Per questi andrebbero posti dei paletti nello Statuto. Tipicamente non piu' di un membro su 4 dovrebbe essere un non-scientifico (giuridico-amministrativo). Andrebbe specificato il tipo di competenza da mettere nel bando (sia per il candidato presidente che per i candidati CdA). Andrebbe esplicitato se debbano (o non debbano) essere precedentemente associati all'INAF, e se possano (o non possano) essere interni all'ente
  • due membri scelti dalla comunita' scientifica di riferimento. Questo suppongo voglia dire elettorato attivo riservato al personale INAF e agli associati INAF (solo ricercatori e tecnologi o equivalenti universitari o di altri enti, ed in servizio ? solo tempo indeterminato ? anche tempo determinato purche' nei ruoli contrattuali ? anche assegnisti e contrattisti ?).
  • L'elettorato passivo dovrebbe essere complementare all'estrazione degli altri due membri. Quindi se i due ministeriali devono essere esterni, questi due dovranno essere personale ricercatore e tecnologo permanente dell'ente. Se invece i due ministeriali possono anche essere interni, l'elettorato passivo potrebbe estendersi a dipendenti e associati, qui decisamente ricercatore e tecnologo o assimilato, in servizio.
  • Andrebbero comunque previste clausole di "quote" vuoi per le pari opportunita', vuoi per avere tra i dipendenti dell'ente almeno due consiglieri CdA, oppure la maggioranza (presidente e 2 CdA, oppure 3 CdA).
Organi - il CS
Specificato all'Art. 8 : 12 membri, mandato di 4 anni, max 2 mandati.
Per incompatibilita' ecc. cfr. Art. 14
Art. 6 proponeva 9 membri, mandato di 2 anni, max 2 mandati.
Per incompatibilita' ecc. cfr. Art. 15
Il decreto pone un unico paletto : 7 membri, su consultazione della comunita'.
Vi e' quindi ampio margine di manovra sia sulla durata del mandato, sia sulla modalita' di consultazione.
  • Mandato uguale a CdA e Presidente ?
  • Mandato piu' breve, stile 2007 ?
  • Mandato di un anno piu' lungo per garantire continuita' ?
  • Nomina totalmente elettiva ?
  • Nomina su quote simile all'attuale (2 scelti dal Presidente, 2 dal CdA su rose fornite dai direttori, 3 eletti) ?
  • Altre varianti in materia di nomina ?
  • Anche qui andrebbe specificato elettorato attivo e passivo (quello attualmente previsto e' accettabilissimo), ed eventualmente chiarito se usare lo stesso elettorato per il CS e i due membri del CdA, oppure uno piu' allargato per il CS.
  • Anche qui andrebbero previste delle quote, vuoi per le pari opportunita', vuoi per prevedere p.es. una proporzione 4:3 tra dipendenti e associati.
  • Andrebbero esplicitate le incompatibilita' tra essere membro CdA, CS, direttore di dipartimento o istituto, o membro di commissione
  • Andrebbero previste eventuali indennita' di carica
Altri organi e affini
Specificato agli Art. 9-12 : revisori dei conti, comitato di valutazione, direttore amministrativo, dipartimenti Art. 9-13 proponevano : revisori dei conti, comitato di valutazione, direttore amministrativo, collegio dei direttori e macroaree ; e demandavano dettagli a Regolamento di Organizzazione e Funzionamento Da valutare i vincoli del decreto (oscure norme di legge). Da chiarire se mantenere la dicotomia tra "strutture" e "progetti"
Vanno chiariti gli impatti del decreto Brunetta, in particolare degli Art. 14 e 30 sul comitato di valutazione (che peraltro non compare nell'organigramma INAF pur se previsto nei documenti).
Strutture
Come da Art. 13 : fra l'altro prevede mandato direttori 5 anni, max 2 mandati Come da Art. 14 : proponeva mandato direttori 3 anni, max 2 mandati, e procedura comparativa e consultazione personale locale per la nomina. Unico vincolo nel decreto la procedura comparativa per la nomina dei direttori
Legalia
Come da Art. 15-17 e 21 : piani di attivita', entrate dell'ente, strumenti, bilanci Come da Art. 16-18 e 22 : piani di attivita', entrate dell'ente, strumenti, bilanci Si potrebbe sostanzialmente "riciclare" ?
Regolamenti
Descritti all'Art. 18 : organizzazione e funzionamento, contabilita', personale Descritti all'Art. 19 : organizzazione e funzionamento, contabilita', personale
Art. 23 propone le norme di revisione dello statuto tramite una commissione redigente nominata dal CdA che poi approva
Sono previsti dal decreto solo contabilita' e personale. Non so se il legislatore intendesse con questo che organizzazione e funzionamento vengano dettagliati direttamente nello statuto. La posizione della bozza 2007 mi pare eccessiva e eccessivamente "incerta" (demanda quasi tutto al regolamento di organizzazione e funzionamento). Secondo me sarebbe opportuno dare sufficienti dettagli nello statuto e demandare al regolamento tutti i "parametri" numerici.

Lo Statuto dovrebbe inoltre esplicitare chi in futuro potra' effettuare le modifiche a statuti e regolamenti : il CdA ? il CS ? entrambi in seduta plenaria ? uno dei due allargato ? una commissione nominata ad hoc ?

Varia
Art. 20 su mobilita' con universita' e associatura Art. 21 su mobilita' con universita' e associatura Si potrebbe "riciclare" ?
Vi sono impatti dalla riforma universitaria (p.es. Art. 11)
Art. 22-23 norme transitorie e finali e entrata in vigore Art. 24-25 norme transitorie e finali e entrata in vigore Non credo con l'autonomia sia piu' necessaria la pubblicazione di un decreto ministeriale sulla GU. Se non vi sono obiezioni dal ministero, l'entrata in vigore e' 60 giorni dopo la presentazione al ministero. Se vi sono obiezioni, si suppone sia 60 giorni dopo la presentazione di una versione rivista. Forse andrebbe previsto un atto di pubblicazione da parte del (vecchio) CdA.

Tra le norme transitorie e finali andrebbero previste quelle che garantiscano la massima continuita' tipo :

  • che i regolamenti attuali restino in vigore fino alla approvazione dei nuovi
  • che i direttori degli istituti (e dipartimenti ? e altre unita' ?) restino in carica fino alla scadenza del loro mandato prevista dalle norme precedenti
  • sarebbe anche carino che almeno presidente e CdA, dato che non cambiano le durate del mandato, ne' sostanzialmente le attribuzioni, potessero restare in carica fino alla scadenza prevista dalle norme precedenti (il che varrebbe come un mandato ai sensi del nuovo statuto)
  • per il CS e' piu' complesso dato che passano da 12 a 7, ma si potrebbe prevedere che, in attesa delle elezioni, restino in carica con una "autoriduzione", ossia, fatto salve dimissioni volontarie, presidente e CdA possano diminuire i loro membri nominati da 4 a 3 o 2, e parimenti dei membri eletti decadano quelli con meno voti. Se passare da 4+4+4 a 2+2+3 o 3+2+2 o altra permutazione e' da decidersi.


Regolamenti et al.

(aggiunta parziale di marzo 2010)

Dei tre regolamenti "statutari" solo due sopravvivono alla imminente riforma.


Regolamento del Personale

La procedura di revisione di tale regolamento era iniziata almeno un anno fa (e se ne era data notizia in questo sito) e si e' recentemente conclusa con una delibera del CdA Piuttosto che confrontare le varie stesure si preferisce elencare solamente alcuni punti (positivi, critici o negativi) della ultima stesura (omettendo di menzionare tutti quegli articoli che hanno natura formale, o standard per questo tipo di regolamenti).

La domanda a questo punto, esiste un margine ai sensi della riforma per una ulteriore riscrittura di questo regolamento ? E' desiderabile farlo ? Esiste margine per dei miglioramenti ?

Regolamento di Amministrazione e Contabilita'

To Be Written