Riflessioni invernali sulla riforma della ricerca - introduzione

Lucio Chiappetti - IASF/MI - febbraio 2003

Vedere anche i sogni di un ingenuo, le riflessioni sulla precedente riforma e sul CNR.


I nodi sono giunti al pettine. Dopo la precedente riforma di Berlinguer il piccolo che non e' mai entrata completamente a regime, dopo oltre un anno di rumori piu' folli (fondazioni, societa' per azioni ...), dopo alcuni mesi di rumori piu' concreti sui Decreti Legislativi "fantasma", sono finalmente (!?) noti i testi della nuova riforma Brichetto Arnaboldi Moratti (hereafter BAM).

Per stimolare la discussione in tutte le varie sedi (interne alla sezione di Milano e allo IASF in vista del CdI, nella mailing list del Coordinamento Milanese, nelle discussioni con i colleghi degli altri istituti astronomici CNR ed INAF, in sedi piu' vaste come POL-RIC) e anche per non ripetermi butto giu' le consuete pagine di sommario e cioe' :


Mah ?

Ma serviva davvero un'altra riforma ?
Quali sono i prezzi concreti, nella attivita' di ricerca di ogni giorno, da pagare per una riforma qualsivoglia ?
Quanto segue e' basato sulla nostra esperienza di istituto CNR ... mi piacerebbe conoscere la storia dei nostri colleghi INAF

Boh ?

I tempi e modi di questa riforma BAM sono cominciati con un cattivo segno :

BAM !

No, BAM non e' la Baikal-Amurskaja Magistral', la ferrovia voluta da Giuseppe figlio di Bessarione Giugasvili (con un compagno di scuola ricordo che disegnavamo gli omini con palla al piede da lavori forzati che con i martelli battevano sulle traversine ... bam ! bam !) ...
ma sono le iniziali del ministro IUR Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti (detta anche
Lady Joy). Mi pare un acronimo appropriato per una riforma forzata.